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è una associazione autonoma e democratica di cittadini nella loro qualità di consumatori ed utenti con particolare riguardo a quelli svantaggiati sul piano economico e sociale....

....l'associazione ha come scopo esclusivo la tutela di fondamentali diritti quali: la legalitàdel mercato,la tutela della salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad una informazione corretta e adeguata , la lealtà e la chiarezza della pubblicità, l'erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza, la difesa degli interessi economici e patrimoniali, ....

 

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Relazione
23/7/2002
CREDITO AL CONSUMO ALCUNI DATI QUANTITATIVI
 

LA DIMENSIONE

Al  netto dei mutui fondiari ed edilizi, la consistenza  del credito al consumo si è attestata, nel 2002, a 45,244 miliardi di euro (87.604 miliardi di vecchie lire - in parentesi in tabella) con  un aumento complessivo  rispetto al 2001 dell' 8,9 per cento e rispetto a dieci anni prima del 153,27 per cento.

[Fonte Bankitalia – Relazioni del governatore].

 

 

1992

1996

2002

 

Mld. lire

Var. su ‘91

Mld. lire

Var. su ‘95

Mld. euro

Var. su '01

SOC.FIN.

13.218

- 4,0 %

18.198

+17,0 %

18,591

(35.997)

+10,3 %

BANCHE

21.370

-2,7 %

21.454

+8,0 %

26,653

(51.607)

+8,0 %

TOTALE

34.588

-3,2 %

35.425

+11,9 %

45,244

(87.604)

+ 8,9 %

 

 

I TASSI DI INTERESSE

Il TAEG applicato dalle banche è, di norma, compreso tra  il 10 e il 12 per cento. Quello applicato dalle società finanziarie per i crediti finalizzati all'acquisto rateale varia dal 10 per cento (prestiti superiori a 5.000 euro) al 20 per cento (prestiti fino a 1.500 euro).

In alcuni settori (automobilistico ad esempio) le finanziarie procedono ad offerte praticamente ad interessi zero. Non ci si limiti alla informazione relativa al tasso annuo nominale, si verifichi attentamente il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) che, per legge deve essere indicato sui contratti. Nel Taeg sono comprese tutte le spese inerenti il prestito (istruttoria ecc.)

 

IL FENOMENO

E' eclatante l'aumento del ricorso al credito da parte delle famiglie italiane negli ultimi dieci anni: la crisi di metà anni '90 e le impennate dei prezzi degli ultimi  anni, hanno obbligato molte famiglie a far ricorso a prestiti.

Il fenomeno del sovraindebitamento comincia a colpire anche il nostro pese. Fino a qualche anno fa, è stato oggetto delle attenzioni della UE, ma limitatamente ai paesi nordici; il sud Europa sembrava non essere interessato a questo problema finanziario. Sta di fatto che anche noi siamo oggi colpiti dalla esigenza di ricorrere a prestiti per far fronte a situazioni di difficoltà.

Consideriamo che nel mese di maggio 2003 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie dei lavoratori dipendenti, è cresciuto dell' 1,7 per cento rispetto a maggio 2002. L'aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2003, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è dell'1,9 per cento. Tali variazioni sono nettamente inferiori anche  all'inflazione “ufficiale” dell'Istat.

 

 

ACCORTEZZE E SUGGERIMENTI

 

I costi che devono essere affrontati per un prestito richiesto in banca o presso una finanziaria non sono gli stessi: la finanziaria, generalmente, si finanzia in banca e quindi deve imporre all'utente un costo finale che comprenda anche la remunerazione relativa al loro approvvigionamento.

Suggeriamo di verificare se la società a cui ci si rivolge eroga direttamente o è una semplice intermediaria: in questo caso c'è un ulteriore aggio a carico del richiedente

Ci corre l'obbligo di suggerire una estrema diffidenza nei confronti di quelle società che chiedono pagamenti prima della erogazione: capita troppo spesso, che pagata la somma, ci si senta dire che il finanziamento non può essere fatto; che occorrono ulteriori garanzie; che occorre rivederne l'importo. Se si rinuncia non si riavrà indietro la somma anticipata, servita per la ricerca del finanziamento.

 La banca è quindi più economica. E' però più fiscale e più lenta nell'erogazione. E' consigliabile, pertanto, impostare per tempo il problema  senza aggravare la situazione con i tempi eccessivamente stretti.

 

CONSIGLI PER CHI VUOLE CHIEDERE UN PRESTITO.

1) Diffidare SEMPRE di quelle pubblicità finanziarie che promettono di risolvere in giornata le esigenze di prestito e/o di finanziamento.

2) Diffidare SEMPRE delle pubblicità che promettono di erogare prestiti e/o finanziamenti a tassi di interesse inferiori a quelli di mercato. Per poter fare paragoni, si ricordi che in qualsiasi sportello bancario sono affisse, per legge, le condizioni relative a tutti i servizi bancari, quindi anche ai prestiti personali. Nelle agenzie bancarie sono altresì esposti i "tassi soglia" (validi per il trimestre in corso) che se superati rendono il prestito "usurario".

3) Si ricordi SEMPRE che, nella maggior parte dei casi, le società finanziarie -per la loro operatività- si approvvigionano di denaro ricorrendo a prestiti e fidi bancari a tassi di mercato.

4) Esigere SEMPRE in via anticipata il testo del contratto che si andrà a sottoscrivere per poterlo analizzare (o farlo analizzare) con attenzione.

5) Non dimenticare che una direttiva CEE, entrata in vigore anche in Italia, prevede che chiunque eserciti credito al consumo è obbligato a riportare sul contratto il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) cioè il tasso effettivo (comprensivo di commissioni, spese, ed accessori finanziari) applicato al prestito erogato.

6) Diffidare SEMPRE di quegli intermediari che pretendono somme anticipate ancor prima di avviare l'istruttoria della pratica di finanziamento.

7) Esigere SEMPRE regolari fatture per le somme pagate a qualsiasi titolo alla finanziaria e/o all'intermediario.

8) Diffidare SEMPRE di quelle società che hanno un capitale minimo: le SRL con venti milioni di capitale sociale sono quelle che, secondo la casistica analizzata da Adusbef, sono quelle che hanno riservato le peggiori sorprese.

9) L'Ufficio Italiano dei Cambi (0039.06.46631) detiene un elenco delle società operanti nel settore finanziario: prima di accedere ai servizi di una qualsiasi società finanziaria chiedere informazioni sulla presenza in elenco. Se la risposta dell'UIC è negativa meglio puntare su altre finanziarie.

 

 
 
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