è una associazione autonoma e democratica di cittadini nella loro qualità di consumatori ed utenti con particolare riguardo a quelli svantaggiati sul piano economico e sociale....
....l'associazione ha come scopo esclusivo la tutela di fondamentali diritti quali: la legalitàdel mercato,la tutela della salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad una informazione corretta e adeguata , la lealtà e la chiarezza della pubblicità, l'erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza, la difesa degli interessi economici e patrimoniali, ....
Dopo il riuscitissimo sciopero della spesa del 16 settembre che ha voluto testimoniare la forte insofferenza delle famiglie rispetto alla loro condizione economica causata dall'aumento vertiginoso di prezzi e tariffe e che ha comportato una caduta del loro potere di acquisto di oltre 3000 euro negli ultimi 20 mesi, l'Intesa consumatori non demorde e sta già lavorando per ulteriori iniziative. Infatti è necessario che non si plachi nel paese, da un lato l'attenzione e la denuncia di questi anomali andamenti economici, dall'altro si riesca a dare prime risposte concrete che sappiano portare sollievo alle tasche dei cittadini. Con tale spirito nasce questa ulteriore iniziativa di ampio respiro che si basa su tre punti fondamentali: il primo punto vede, in accordo con le grandi centrali della produzione agricola ed altri importanti produttori alimentari, l'installazione nella settimana dal 15 al 22 di dicembre in almeno cento città italiane di punti di vendita diretta di prodotti di largo consumo. Il secondo punto riguarderà il boicottaggio di alcuni prodotti e servizi che registrano elevati prezzi o elevate tariffe (benzina, gasolio etc.). Il terzo punto riguarderà suggerimenti, consigli pratici e informazioni relativamente a migliori spese per un miglior consumo.
Siamo perfettamente consapevoli che tutto ciò rappresenta solo una iniziativa limitata e parziale e non certo la soluzione dei gravi problemi economici che investono le famiglie italiane. Ben altro si dovrebbe fare evitando di scaricare come fanno gli operatori produttivi e commerciali e lo stesso governo le responsabilità della situazione l'uno sull'altro oppure sulla moneta unica.
E' necessario invece che si attui una profonda svolta nella politica economica del paese, intervenendo, oltre che su un bonus fiscale per le famiglie meno abbienti, anche sullo stesso intero sistema fiscale per renderlo più equo e meno oppressivo. Accellerare inoltre dopo i gravi ritardi l'opera di modernizzazione di comparti e servizi che registrano le tariffe più elevate nel contesto europeo quali quelli dell'elettricità, del gas, dei carburanti , dei servizi bancari e delle polizze assicurative. Occorre inoltre, accompagnato da accordi di calmieramento e di riduzione dei prezzi dei beni di largo consumo, portare a compimento il processo di razionalizzazione dell'intero settore dell'intermediazione e del commercio mantenendo il necessario equilibrio tra grande e piccola distribuzione. Ciò al fine di evitare la desertificazione dei centri urbani, eviti nel contempo troppi e sproporzionati rincari da un passaggio all'altro della filiera con risvolti che sappiamo tutti essere negativi sulla composizione del prezzo finale al consumo.