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Relazione
9/2/2004
CRISI ECONOMICA
 

E' ormai diffusa la consapevolezza che il paese è attraversato da una grave crisi economica e che l'impoverimento delle famiglie italiane sia purtroppo una certezza.
Ma l'elemento di grande novità, anche se negativa, è che a differenza del passato questa situazione tocca profondamente tutta la vasta fascia sociale della piccola e media borghesia oltre ad allargarsi in maniera assai grave alle fasce più deboli del nostro paese.
Prezzi elevati soprattutto per i beni di prima necessità quali alimentazione e abbigliamento, affitti paurosi soprattutto nelle grandi città e tariffe tra le più care d'Europa (elettricità, gas, RCAuto, servizi bancari), con la perdita del potere di acquisto nel 2002-2003 di oltre 3000 Euro pari a circa il 6% annuo e se a ciò aggiungiamo la sequela di crack quali quello dello stato Argentino, della Cirio e di Parmalat che hanno pressoché bruciato i risparmi di oltre 800.000 famiglie per 35 miliardi di Euro.
Risparmi che per lo più sono dovuti o a liquidazioni o al lavoro di tutta una vita.
Tutto ciò non solo sta producendo una caduta dei consumi ed un peggioramento della qualità della vita ma anche nuovi comportamenti nella scelta stessa dei consumi dei beni di prima necessità.
Ciò che si sta verificando è, non solo l'interruzione di quel trend positivo, da giudicare positivamente per cui si era disposti a spendere una lira in più (oggi un cent in più) per prodotti di migliore qualità, ma il fatto che maggiori acquisti sono condizionati da promozioni e offerte sottocosto di varia natura.
Tutto ciò non potrà non condizionare gli stessi andamenti produttivi di aziende come quelle italiane che, per vincere la concorrenza internazionale, devono collocarsi nelle fasce di qualità elevate.
Occorre una profonda svolta in tema di politica economica.
Altro che varare leggi finanziarie superficiali e pressappochiste basate su politiche di condono, di cartolarizzazione e di diminuzione dei trasferimenti agli Enti locali che si traducono immediatamente in tagli al Welfare locale.
E' necessario invece che si accelerino i processi di modernizzazione dei settori e delle infrastrutture che hanno un impatto importante sullo sviluppo economico e sull'abbattimento delle tariffe.
Inoltre è indispensabili siano sospesi gli spazi per accordi interprofessionali vigilati e controllati per calmierare i prezzi nell'ambito del processo di riorganizzazione della intera filiera della distribuzione e del commercio, che porta ad una maggiore razionalizzazione con relativo abbattimento dei costi.
E' necessaria una politica fiscale maggiormente attenta ai bassi redditi per accrescere il potere di acquisto delle famiglie.
Bisogna che si apra un circolo virtuoso che è stato spezzato dalla incapacità di questo Governo.

 
 
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