è una associazione autonoma e democratica di cittadini nella loro qualità di consumatori ed utenti con particolare riguardo a quelli svantaggiati sul piano economico e sociale....
....l'associazione ha come scopo esclusivo la tutela di fondamentali diritti quali: la legalitàdel mercato,la tutela della salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad una informazione corretta e adeguata , la lealtà e la chiarezza della pubblicità, l'erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza, la difesa degli interessi economici e patrimoniali, ....
Ogni osservatorio che indaga sul terreno delle evoluzioni dei prezzi in tutti i settori compie una operazione meritoria di analisi e di confronto utile a verificare come vanno veramente le cose soprattutto su questioni delicate che attengono al potere di acquisto ed al benessere delle famiglie. Ciò è ancora più vero e valido dopo le reiterate denunce che come Intesa dei consumatori abbiamo fatto a partire dal 7 gennaio 2002 avviando un dibattito economico e politico sull'inflazione, iniziative pubbliche dimostrative, iniziative legali, senza evitare naturalmente il terreno delle proposte per migliorare la conoscenza della realtà. Quindi, l'Osservatorio Eurispes ha fornito un contributo utile in questo contesto, sia quando rilevava percentuali di aumenti ben superiori non solo a quelli dell'ISTAT ma anche a quelli già molto elevati rilevati dai nostri osservatori, sia oggi laddove si è determinata una situazione rovesciata con stime Eurispes inferiori a quelle ISTAT per ciò che riguarda la dinamica dei prezzi. Per noi niente è cambiato, in quanto nell'ambito di un civile confronto, rimane il nostro dissenso su questi ultimi dati. Infatti dalle nostre rilevazioni non solo non risultano in flessione prodotti come gli insaccati e i surgelati ma risultano ancora in tensione prodotti come le bevande (i vini soprattutto), gli inscatolati e, patologicamente, ancora la filiera ortofrutticola, ben al di là di quanto rilevato dallo stesso ISTAT. Vi è inoltre da aggiungere che pur non registrando gli eccessi del 2002 rileviamo, purtroppo, che i prezzi dei beni di largo consumo si stanno consolidando verso l'alto pur in presenza di una contrazione dei consumi che dovrebbe, non solo teoricamente, avere l'effetto di calmierare i prezzi. Il caso più clamoroso è, come si è detto, relativo alla filiera ortofrutticola che continua a registrare forti aumenti dei prezzi sebbene siamo in presenza, nel corso dell'ultimo anno, di una caduta di oltre il 10% dei consumi delle famiglie. D'altra parte non possiamo non considerare che su tutta la filiera alimentare, come per altro su tutte le altre filiere, vi sia una forte ricaduta degli incrementi tariffari di molti servizi nella determinazione del prezzo finale. Basti ricordare come sono aumentate in questi ultimi mesi le tariffe di luce, gas, trasporti, assicurazioni ecc. Ecco perché l'iniziativa e la battaglia politica per un abbattimento delle tariffe dovrebbe accomunare gli operatori commerciali ed i consumatori, ed ecco perché bisognerebbe anche superare una polemica senza fine tra commercianti e consumatori per giungere a intese finalizzate all'individuazione e al “calmieramento” di un paniere di beni di largo consumo. Vi è inoltre la rilevante necessità di una maggiore trasparenza relativamente alla determinazione degli indici dei prezzi e del tasso di inflazione ufficiale. Insomma, noi vogliamo conoscere come funziona in Italia sistema statistico dei prezzi, partendo dalla considerazione che nelle rilevazioni territoriali vi sia una questione irrisolta di attendibilità e trasparenza. Inoltre, giova ricordare che voci e pesi dell'attuale paniere non ci convincono per nulla e che sono da modificare profondamente anche attraverso la pubblicazione di panieri differenziati per diverse categorie di consumatori (pensionati, giovani, famiglie numerose). Infatti non è possibile dire agli italiani che durante il cambio lira euro l'inflazione, quindi prezzi e tariffe, è scesa dal 2,7 del 2001 al 2,5 del 2002, poiché non ci crede nessuno (tranne il Ministro Marzano, unico in Italia). Si tratta perciò di ribadire che la nostra iniziativa tende esclusivamente a migliorare l'Istituto Centrale di Statistica che, per la delicatezza dei ruoli e delle funzioni che gli sono propri va preservato e potenziato anche attraverso le dure ma sacrosante battaglie legali a cui lo sottopooniamo.