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BANCHE: IL TASSO EURIBOR NON E AI MINIMI, MA PIU ALTO DI QUASI UN PUNTO RISPETTO AL TASSO BCE. INTOLLERABILI GIOCHETTI SU ADEGUAMENTI TASSI MUTUI E FIDI MOLTO,MOLTO LENTI,CHE PENALIZZANO POPOLO DEBITORI.
Le banche continuano le loro sporche manovre sui tassi,evitando di adeguare il costo del denaro su mutui, prestiti ed affidamenti alla diminuzione della BCE, lucrando ingenti profitti sulla pelle delle famiglie e delle piccole e medie imprese che non possono contare sul famigerato “tasso Fiat”. Anche il tasso euribor, che ieri era più alto di un punto rispetto al tasso di riferimento BCE (3,48 contro 2,50), dimostrala lentezza esasperante di banche che si approfittano della loro forza di mercato,per danneggiare il popolo dei mutuatari e le imprese.
E’ scandaloso il differenziale ingiustificato sui tassi praticati dalle banche italiane rispetto alla media europea, che applicavano il tasso del 5,93% sui mutui, con uno spread di un + 0,56 per cento (ancorpiù elevato del dicembre 2007 quando i tassi sui mutui erano al 5,66% ed il differenziale di un + 0,51%) rispetto alla media praticata dalle banche europee (Italia compresa); mentre sui prestiti personali e sul credito al consumo le banche italiane praticavano un tasso medio dell’8,30%, con un differenziale superiore di ben 1,10 punti rispetto al 7,20% della media UE.
Se neanche gli appelli del membro BCE Bini Smaghi,che ha denunciato che il taglio Bce, pari a 75 punti base e che ha portato il tasso Refi dal 3,25 al 2,50%, non si riflettono sui mutui delle famiglie e sui prestiti delle imprese, viene raccolto da banche e banchieri arroganti,che intascano laute prebende sulla pelle delle famiglie,vuole dire che occorrono urgenti misure canzonatorie per prevenire una intollerabile speculazione.
Con la legge sulla class action, che il Governo si ostina a svuotare di contenuti ed rinviare alle calende greche sotto diretta dettatura di banche, assicurazioni e Confindustria,gli istituti di credito dovrebbero risarcire il popolo dei debitori dai mancati adeguamenti sui tassi, come prescritto dal decreto Bersani , proprio sulla “simmetria dei tassi”.