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Ilconsuntivo 2008 fotografa una realtà veramente orribile della situazione nelle famiglie italiane. Solo nell’ultima fase vi è un abbassamento dell’inflazione per via della forte contrazione dei consumi che ha peggiorato la condizione sociale delle famiglie. I capitoli che più hanno inciso sul potere di acquisto sono essenzialmente due : i costi per il mantenimento della propria abitazione derivanti dagli aumenti spropositati nel corso dell’anno dei prezzi del petrolio ( luce, gas, acqua e rifiuti urbani) e quello relativo al settore agro-alimentare che tuttavia non registra significative diminuzioni in corrispondenza della diminuzionedei prezzi internazionali delle materie prime, grano e petrolio.
A causa della forte recessione in atto e della contrazione dei consumi, negli ultimi mesi si è verificata una riduzione dei prezzi energetici, che ha influito sul tasso di inflazione generale oltre che, ovviamente, sui prezzi diretti dei carburanti. Ciò ha comportato un abbassamento del tasso di inflazione che, a consuntivo 2008 si attesterà al 5,9%, rispetto a quello da noi stimato nel 2008 al 6,1%.
Oltre a questi aumenti di prezzi e tariffe, il 2008 si è caratterizzato, come già il 2007, per un aumento notevole delle rate dei mutui a tasso variabile (contratti da oltre 3 milioni di famiglie) il cui dato non viene registrato dal tasso di inflazione. L’aumento della rata, dal 2006 ad oggi è stato, mediamente di circa 200 Euro in più al mese. Solo da novembre 2008 è iniziata una riduzione, seppur molto lenta, dovuta al taglio del tasso di sconto della BCE.
A differenzadegli altri anni riteniamo azzardato fare previsioni in tema di prezzi e tariffe per il 2009 vista la gravità della crisi e l’estrema volatilità dei prezzi del petrolio, del differenziale Euro-Dollaro e delle variabili Borsistiche. Le uniche certezze sono che se la recessione si dovesse malauguratamente mantenere si assesteranno in riduzione i prezzi e le tariffe energetiche già dai primi mesi 2009 mentre per il gas bisognerà attendere il secondo semestre 2009, ma anche il forte peggioramento del potere di acquisto delle famiglie per minori entrate di reddito (cassa integrazione e licenziamenti) pari a 492 Euro annui.