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CREDITO AL CONSUMO: INTERVENIRE CON DECISIONE SULLA QUESTIONE DELLA SOSPENSIONE DEI MUTUI E DELL'INDEBITAMENTO PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'.
Torniamo a ribadire la necessità di maggior realismo e maggior coraggio da parte del sistema bancario.
La sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà è una questione di estrema rilevanza, sulla quale è necessario porre la dovuta attenzione ed intervenire in tempi rapidi.
La scelta di fissare il tetto per gli interventi a 100.000 o 120.000 Euro è un’operazione quasi irrilevante. Se si volesse avviare un intervento di sostegno realmente efficace, tale importo dovrebbe attestarsi ad almeno 150.000 Euro.
Misure indispensabili che dovrebbero accompagnare l’innalzamento del tetto a tale cifra, inoltre, sono:
- lasciare l’opzione al mutuatario di scegliere per la sospensione dell’intera rata o di parte di essa;
- l’indispensabile requisito di chiarezza e completezza delle informazioni circa la documentazione da richiedere e le modalità di presentazione della stessa.
Ma il disagio delle famiglie non riguarda solo le rate dei mutui.
Infatti si continua a registrare una altissima sofferenza di centinaia di migliaia di famiglie anche per quanto riguarda il credito al consumo, che, in pochi anni, si è raddoppiato ed ha superato i cento miliardi di euro.
È per tale motivo che abbiamo chiesto all’ABI di aprire, insieme all’Assofin, un tavolo di confronto che permetta di fare un’altra fondamentale operazione di sostegno alle famiglie in difficoltà, questa volta relativamente ad un altro versante di indebitamento: il credito al consumo.
Come sottolineato dai dati relativi al 2009, infatti, le famiglie tendono ad indebitarsi sempre di più, ma non per l’acquisto di beni durevoli, bensì per “tirare avanti”, come testimonia la crescita dell’indebitamento attraverso carte revolving e cessione del quinto dello stipendio, che, oltretutto, pongono percentuali di interesse ai limiti dell’usura e dello strozzinaggio.