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INFLAZIONE: ESTREMAMENTE GRAVE LA CRESCITA DEI PREZZI IN CONCOMITANZA CON LA FORTE CONTRAZIONE DI CONSUMI.
IL BENESSERE DELLE FAMIGLIE E' SEMPRE PIU' A RISCHIO.
Si conferma a novembre il dato gravissimo del rialzo del tasso di inflazione, che si attesta a quota 0,7%.
Ad aumentare la gravità di tale dato è il fatto che a crescere maggiormente sono stati proprio i prezzi dei beni “acquistati ad alta frequenza”, cioè quelli fondamentali, il cui aumento raggiunge addirittura l’1,2% su base annua.
Si tratta di dati allarmanti, dal momento che si trovano in concomitanza con una fortissima contrazione dei consumi, che neppure le prossime festività natalizie sono riuscite a risollevare.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, la caduta complessiva dei consumi nel 2009, si attesterà a meno 2,5-3%, ed addirittura a meno 4% per le famiglie a reddito fisso, con una riduzione complessiva della spesa di 30 miliardi di Euro.
Davvero drammatiche, inoltre, sono le previsioni della caduta dei consumi relativi esclusivamente alle festività natalizie, che registreranno una caduta del 23%.
Inoltre, se l’inflazione, a fine anno, si attesterà all’1%, come si potrebbe prevedere, vi sarà un’ulteriore aggravio di 300 Euro annui a famiglia, che andranno a decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già duramente provato dalle pesanti ricadute di cassa integrazione e licenziamenti (che, tra l’altro, devono ancora dispiegare del tutto i loro effetti).
In questa situazione, è particolarmente grave che non si registri alcuna diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari i quali, anzi, stando ai dati Istat, a novembre non arrestano la loro crescita. Tali prodotti dovrebbero invece registrare un andamento di forte riduzione, alla luce, non solo della contrazione dei consumi (che, purtroppo, ha intaccato anche il settore alimentare), ma viste le forti diminuzioni dei costi all’origine dei prodotti alimentari. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, ha calcolato che tali diminuzioni avrebbero dovuto comportare per i principali prodotti di largo consumo (quali pane, pasta, latte, frutta e ortaggi) una riduzione complessiva della spesa di oltre 360 Euro annui, di cui, però, sui prezzi al consumo, non vi è stata nemmeno l’ombra.
Non riusciamo a comprendere perché il Governo, di fronte a questa drammatica situazione, non si decida ad agire concretamente per rilanciare la domanda di mercato (come testimonia la mancata volontà di detassare le tredicesime, così come avevamo richiesto), anche alla luce delle evidenti e provate le distorsioni e volontà speculative che hanno interessato il mercato in questi ultimi anni.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
In tal senso rivendichiamo le misure strutturali che da tempo proponiamo per rilanciare i consumi e rimettere in moto l’economia, cioè:
-una detassazione del reddito fisso, da lavoro e da pensione;
-la predisposizione di un congruo sostegno per lavoratori precari allontanati dal ciclo produttivo e disoccupati.