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MUTUI: IN TEMA DI TASSI DI USURA, SI AFFRONTI AL PIU' PRESTO L'EMERGENZA REVOLVING E CESSIONE DEL QUINTO. DEFINIRE TALI FORME CON IL TERMINE USURA E' FIN TROPPO "NOBILE".
A proposito della definizione della soglia dei tassi usurai per i mutui a tasso fisso ed a tasso variabile, resa nota oggi dalla Banca d’Italia, riteniamo opportuno che, nel nostro Paese, si inizi una seria discussione relativa ai tassi di usura in generale.
Infatti, se è ancora accettabile la formulazione del tasso ricorrente nel mercato più il 50% dello stesso per definire la soglia per i mutui di tutte le tipologie, è del tutto inaccettabile per quanto riguarda due voci in particolare.
Ci riferiamo alle carte revolving ed alla cessione del quinto, forme di indebitamento che rappresentano una vera e propria emergenza
Le carte revolving sono degli strumenti diabolici, che danno l’illusione al cittadino di avere a disposizione risorse da spendere, invogliandolo ad indebitarsi, per poi addebitargli rate ad interessi che sfondano facilmente il tetto del 20%.
Su tali questioni già diverse Procure nel nostro Paese stanno indagando al fine di comprendere se ci sono stati condizionamenti sui mezzi di comunicazione, tesi a banalizzare o a sottacere i gravissimi rischi a cui il cittadino si espone.
Altro strumento allucinante di prestito è la cessione del quinto, al quale, nonostante sia ultragarantito da stipendi e pensioni, vengono applicate percentuali di interesse che, anche in questo caso, possono superare il 20%.
“Per definire queste due forme di indebitamento il termine usura è fin troppo nobile, in questi casi si deve parlare di vero e proprio strozzinaggio” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Per tale motivo richiediamo con urgenza nuove norme legislative e sollecitiamo la Banca d’Italia a smuoversi su questo versante, con maggiore determinazione ed incisività rispetto a quanto fatto in passato.