Multe: no all’utilizzo dei proventi per le spese correnti e per gli stipendi dei vigili. Gli introiti delle multe siano utilizzati per la sicurezza e l’educazione stradale. 

21/04/2017


Le ultime notizie relative alla Manovra correttiva ci piacciono e ci convincono sempre meno.

Oltre alla solita tassa sulla fortuna, che specula sulla disperazione degli italiani, la novità peggiore riguarda le multe dei comuni.

L’ipotesi di estendere l’utilizzo dei fondi raccolti attraverso le multe stradali per le spese correnti (ivi compresi, ad esempio, gli stipendi dei vigili urbani) è sconcertante.

Un vero e proprio incentivo a far cassa sulle tasche dei cittadini, per rimpinguare i bilanci delle amministrazioni comunali.

“Le violazioni al codice della strada devono essere giustamente sanzionate, ma l’obiettivo deve essere il rispetto delle norme relative alla sicurezza ed alla circolazione, non quello di far quadrare i bilanci comunali a spese dei cittadini!” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Nel 2016 i proventi delle multe stradali sono stati complessivamente di circa 1,6 miliardi, di cui 157 milioni a Milano e 144 milioni a Roma. Proventi che dovrebbero essere investiti per la sicurezza e l’educazione stradale, dal ripristino del manto stradale alla realizzazione di piste ciclabili e attraversamenti pedonali sicuri e visibili.

Invece, specialmente nella Capitale, le strade versano in una situazione di degrado e abbandono inaccettabile, alla quale è necessario porre rimedio con urgenza, privilegiando sempre e comunque la sicurezza dei cittadini, mettendola in primo piano rispetto ai bilanci del Comune.



Federconsumatori

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