CRISI MUTUI: AGGIORNAMENTO DEL CALCOLO PREVISIONALE DELLE RICADUTE PER 23 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE A CAUSA DELLA CRISI FINANZIARIA.

03/11/2008


Volendo fare un primo bilancio delle ricadute economiche che le già disastrate famiglie italiane subiranno a causa di questa gravissima situazione finanziaria, c’è da allarmarsi.
Infatti, le ripercussioni saranno di natura diretta ed indiretta e riguarderanno tutti.
Sia i cittadini che hanno investito in titoli quotati in borsa, in modo particolare quelli che hanno acquistato titoli falliti, quali quelli della Lehman, sia tutte le famiglie italiane, per le ricadute che il costo del denaro avrà su molteplici questioni di carattere economico.
Le ricadute dirette, per quanto riguarda gli investimenti in borsa e gli investimenti in titoli falliti, sono calcolabili in:
-   per l’andamento dei titoli azionari, ipotizzando anche percentuali minime di operazioni di vendita per svariate cause ed interessi, pari al 5%, con perdite sui titoli venduti dal 35 al 40 %, si può registrare una perdita per le famiglie di circa 445 Euro;
-    calcolando, per le perdite dirette di prodotti finanziari tossici, Lehman e simili, una perdita complessiva di 6 miliardi di Euro,  ciò corrisponderà, per le famiglie italiane, a una perdita media di circa 280 Euro a famiglia.
Sulle questioni di carattere generale, relativamente agli effetti recessivi ed all’aumento del costo del denaro, si possono prevedere queste ricadute indirette:
-         caduta del Prodotto Interno Lordo di 1,2 punti percentuale, con una ricaduta complessiva e generale di circa 18 miliardi di Euro, pari a una perdita di ricchezza, per ogni famiglia, di 782 Euro;
-          per aumento del tasso di riferimento Euribor, la crisi ha comportato, ad oggi, per le 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile, una ricaduta di 506 Euro all’anno, che, rapportati alla complessività delle famiglie, sono pari a circa 40 Euro annui;
-          per l’aumento del costo dei prestiti delle famiglie, le ricadute saranno di 160 Euro in più all’anno;
-          per via dell’aumento dei costi di investimento delle imprese, le ricadute sui prezzi dei beni sul mercato saranno di 120 Euro annui, che influiranno dello 04% sull’inflazione. Per tale motivo riteniamo del tutto insufficiente la diminuzione del tasso di sconto dello 0,5% operata dalla BCE e ribadiamo la necessità di un ulteriore taglio, di almeno 1 punto percentuale.
L’intera ricaduta, sia per costi diretti che indiretti, è pari 1827 Euro annui. Il calcolo è effettuato in rapporto alla generalità delle famiglie italiane (23 milioni). 


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