BANCHE: DOPO AVER SPALMATO A RATE EFFETTI DELLA CRISI SU CORRENTISTI E PMI CON TASSI PIU' ALTI E CONDIZIONI PIU' ONEROSE, I BANKSTER ITALIANI CONTINUANO A TAGLIEGGIARE I CONSUMATORI. UN GOVERNO SERIO,SENZA METTERE NUOVE TASSE SU BANCHE COME IN USA, RECUPERA 5 MLD ILLECITA COMM.NE MAX SCOPERTO APPLICATA.INCURANTI ENTRATA IN VIGORE DIRETTIVA SEPA,LUCRANO 90 EURO SU BONIFICI AREA UE.

19/01/2010


  Dopo aver spalmato a rate per lunghissimi anni gli effetti della crisi sulla pelle di consumatori, piccole e medie imprese e  famglie con tassi più elevati (attualmanete lo 0,52% in più sui mutui rispetto media UE) e condizioni più onerose (250 euro il costo di un conto corrente italiano secondo l’ultima indagine europea ,ossia ben 7 volte in più della media UE),i banksters italiani sempre allergici al rispetto delle regole e delle leggi con il concorso di una Banca d’Italia che ha sempre calpestato concorrenza, trasparenza e correttezza sull’altare della stabilità, continuano imperterriti ad aumentare costi, commissioni e condizioni con sempre più nuove  voci di spesa.

    All'indomani della crisi finanziaria generata dall’avidità dei banchieri, dopo che - come ha scritto il sociologo Ulrich Beck - "la loro immagine pubblica" ha cominciato "ad assumere le fattezze del banksters",metà banchieri metà a prevalenza gangster, le banche italiane che non brillano per correttezza e trasparenza, dopo aver ignorato la cancellazione della commissione di massimo scoperto ed  aver operato una ingiutificata restrizione del credito alle piccole e medie imprese, continuano imperterrite a saccheggiare le tasche degli utenti,sia imponendo nuove voci,come  Unicredit,che chiede il pizzo di 3 euro dal 1 febbraio p.v per prelevare i propri soldi in contante allo sportello,che imponendo canoni periodici di 120 euro,per spese forfetarie, di 120 euro l’anno.
   Dal consueto monitoraggio effettuato dall’Adusbef,le banche si ingegnano a spolpare correntisti, depositanti,affidati e mutuatari,con tecniche sempre più raffinate da vero e proprio gangsterimo praticate dalla parte interna degli sportelli,senza che l’ufficio di vigilanza di Bankitalia,abbia mai mosso un rilievo critico. Pagano il denaro raccolto in depositi da uno zero spaccato,fino ad un massimo dello 0,20% (MPS-Antonveneta) –ossia 1,46 euro netti l’anno su una giacenza media di 1.000 euro, ma fanno pagare costi di gestione del conto fino a 820 euro,imponendo nuove voci di costo ai quali bisogna porre un limite,non essendo possibile lasciare mano libera alla loro ingordigia ed alla loro libertà di saccheggio.
   Pagano la raccolta tra lo zero e l’1%, se chiedono somme in prestito alla Bce,ma applicano tassi sui mutui tra il 3,5% se variabili ed il 6% se tassi fissi; mentre sui prestiti personali applicano un Taeg del 12,176 % (BPM) fino al 15,09)% (MPS); chiedono un tasso debitore del 12,879% (BNL) oltre un 2% di commissioni sui tassi passivi; pretendono 1,95 euro per prelevamenti bancomat altre banche (BPM); 1 euro per prelievare fino a 500 euro di contante allo sportello senza utilizzo di assegno (Intesa San Paolo,Unicredit – fino al 28 febbraio 2010-Bana Fideuram);  4,50 euro per pagare una utenza per cassa allo sportello (Unicredit); chiedono 0,10 centesimi come costo di 1 assegno ed applicano 3 giorni di valuta sugli assegni versati da altre banche (Carige).
   Le banche italiane inoltre,aduse a violare la legge per spolpare fino all’osso l’utenza, incuranti dell’entrata in vigore dal 1 novembre 2009 della direttiva SEPA (Sistemi dei pagamenti europei), tesi ad armonizzare l’intera materia dei pagamenti al dettaglio ed aumentare la concorrenza con una diminuzione dei costi unificati a quelli praticati all’interno dei singoli paesi,pretendono  ben 90 euro (BNL) per trasferire somme di denaro tramite bonifici  in altri paesi europei.

        Un Governo serio,qualora volesse rinunciare ad introdurre una sacrosanta tassa a carico delle banche, come ha invece annunciato il presidente Obama negli Usa,per recuperare parte degli aiuti pubblici elargiti al sistema bancario onde evitare il fallimento e tentare di frenare la corsa ai super-bonus ed alle stock option che i banchieri continuano a deliberarsi come se nulla fosse accaduto, ha il dovere di interrompere queste micro-rapine quotidiane a danno dei consumatori e delle famiglie, chiedendo sia la restituzione della illegittima commissione di massimo scoperto (pari a 5 miliardi di euro) che imponendo ai moderni Tanlongo di far rispettare le leggi.

VEDERE TABELLE IN ALLEGATO.

  19gennaio2010banche.pdf


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