CASA: STUDIO SULLE VARIAZIONI DEI COSTI PER L'AFFITTO E PER IL MANTENIMENTO DELLA CASA ANNO 2001-2009.

26/02/2010


L’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha elaborato ed aggiornato lo studio sulle variazioni dei costi per l’affitto e per il mantenimento della casa dal 2001 al 2009.
È questa infatti una voce che incide pesantemente sul bilancio familiare, ancor di più in un periodo delicato come quello le famiglie stanno attraversando a causa della crisi economica, che ha determinato una forte riduzione dei redditi delle famiglie (-1,9% in media, ed addirittura -3,2% per le famiglie a reddito fisso).
Dal 2001 i costi relativi all’abitazione sono lievitati notevolmente, di ben il 72% se si ha una casa in affitto e del 22% per la casa di proprietà.
Ci sono, rispetto al 2008, alcune voci che registrano delle diminuzioni:
-       per quanto riguarda le case in affitto, il costo complessivo rimane in linea con quello del 2008, con un lievissimo calo, dovuto alla leggera contrazione dei costi di luce, gas e telefono;
-       per quanto riguarda le case di proprietà, oltre a tali voci, diminuiscono anche le rate dei mutui, facendo attestare i costi complessivi a 888,80 Euro nel 2009 (il 10% in meno rispetto al 2008). In costante crescita, invece, sono i costi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria.
L’Osservatorio Federconsumatori ha calcolato, inoltre, le variazioni del costo delle abitazioni e delle annualità di stipendio necessarie per acquistare casa.
Per l’acquisto di un appartamento di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2002 a 18,4 anni nel 2009!
Quello che emerge chiaramente da questo studio – dichiarano Federconsumatori e Adusbef – è che la casa continua a rappresentare uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà. A registrare i maggiori disagi, inoltre, sono soprattutto i giovani che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su famiglia.
Per tali motivi sarebbe necessario assumere provvedimenti rivolti a ridurre il costo dell’abitazione, soprattutto per i ceti più deboli, dotando il Piano per l’edilizia abitativa ex DL 112/08 della necessaria provvista finanziaria. A tale fine sarebbe opportuno che le imposte ricavate dal settore dell’edilizia residenziale pubblica (circa 180 milioni di Euro annui) siano riversate allo stesso settore, contribuendo a creare un fondo costante nel tempo da incrementare con fondi regionali e locali, per far fronte alla pesante carenza di abitazioni per i ceti più deboli.  
 
 
QUI DI SEGUITO, IN ALLEGATO, TUTTI I COSTI IN DETTAGLIO (3 tabelle)
  c.s.26febbraio2010casa.pdf


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