Alimentazione: l’UE non deve assecondare richieste che ostacolino tracciabilità e trasparenza. Si renda invece tempestivamente e pienamente operativo il regolamento sull’etichettatura. 

31/08/2017


Restiamo basiti e attoniti a fronte delle recenti dichiarazioni di FoodDrinkEurope in merito ai decreti con cui il governo italiano ha reso obbligatoria, dal prossimo 16 febbraio, l’indicazione di origine per pasta e riso. L’associazione europea dei produttori alimentari non solo ha criticato aspramente i provvedimenti ma ha chiesto alla Commissione UE di bloccarli. I decreti rappresentano un importante passo avanti per il miglioramento di un sistema di tutela dei cittadini sempre più efficace e Bruxelles non può e non deve assecondare richieste che possano ostacolare tracciabilità e trasparenza.

 

“L’obbligo di indicazione di origine è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare nonché per assicurare ai cittadini la possibilità di compiere scelte consapevoli. Sapere da dove provengono e cosa contengono i prodotti che acquistiamo è un nostro diritto inviolabile, soprattutto se si tratta di prodotti alimentari” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori Nazionale.

 

Ricordiamo inoltre che il Regolamento n. 1169 sull’etichettatura, entrato in vigore alcuni anni fa, prevede l’obbligo di indicare l’origine dell’ingrediente primario di un prodotto qualora questa sia differente dal luogo in cui è stato confezionato il bene finito. Considerando che non è stata ancora emanata la legge attuativa per rendere operativo questo aspetto del Regolamento stesso, cogliamo l’occasione per sollecitare l’Unione Europea a muoversi per attuare pienamente e tempestivamente una normativa che per troppo tempo è rimasta lettera morta e che invece è fondamentale per tutelare il diritto alla sicurezza alimentare in tutti i Paesi europei.



FEDERCONSUMATORI

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