CETA: dal Canada ennesimo attacco al principio di precauzione. La ratifica al Senato deve essere fermata!

13/12/2017


Apprendiamo con grande preoccupazione del documento che Canada, Stati Uniti e altri Paesi hanno sottoscritto nell’ambito del vertice WTO, in cui di fatto viene attaccato frontalmente il principio di precauzione. Nella dichiarazione si fa riferimento alla necessità di abbattere “barriere regolatorie che mancano di sufficiente giustificazione scientifica, e che stanno avendo un impatto negativo sostanziale sulla produzione e sul commercio di cibo e prodotti agricoli”. Peccato che tali barriere non siano altro che le garanzie normative in materia di presenza di OGM, residui di pesticidi e distruttori endocrini negli alimenti nonché di utilizzo di ormoni della crescita negli allevamenti: si tratta, in pratica, di un documento che mette in discussione le colonne portanti della nostra regolazione in materia di sicurezza alimentare. E non è tutto. Nella dichiarazione si appoggia la proposta lanciata da alcuni Paesi di aumentare l’efficienza del Codex Alimentarius in materia di standard internazionali sui livelli massimi di residui di pesticidi: proposta, questa, che però è fortemente peggiorativa rispetto alle nostre normative, poiché è molto meno restrittiva e allenta in misura significativa la tutela della qualità del cibo e della salute umana.  

 

Tutto ciò conferma le nostre più cupe previsioni in merito alla pericolosità del CETA: il documento dimostra che le posizioni canadesi in materia di sicurezza alimentare sono guidate anche e soprattutto da interessi economici e commerciali e che in questo quadro la protezione dei consumatori passa in secondo piano. Il CETA non solo è peggiorativo dal punto di vista della tutela della salute e dell’ambiente (a mero titolo di esempio, ricordiamo che in Canada è ancora consentito l’utilizzo in campo aperto di oltre 90 pesticidi e principi attivi illegali in Italia e in Europa) ma implica conseguenze negative anche in materia di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato, di salvaguardia delle denominazioni italiane DOP e IGP e di garanzie per i lavoratori.

 

“La notizia della dichiarazione sottoscritta al vertice WTO non fa che comprovare ciò che sosteniamo da tempo: il CETA mina dei principi intoccabili in materia di sicurezza alimentare. E’ quindi necessario e urgente fermare la ratifica al Senato di un Trattato che è stato negoziato senza coinvolgere la società civile e che ha un fortissimo impatto sulla qualità della vita e dei consumi” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

 



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