Prezzi: dopo l’ondata di freddo aumentano i costi di frutta e verdura. Calmierare i prezzi e ripristinare le colture evitando che siano i consumatori a pagare le conseguenze del maltempo. 

12/03/2018


Il brusco calo delle temperature e le violente perturbazioni che nelle scorse settimane hanno interessato il nostro Paese hanno avuto, come temevamo, consistenti ripercussioni sui prezzi applicati sui banchi di frutta e verdura nei mercati e nei punti vendita della grande distribuzione.

Dalle rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto dai cittadini nonché dai dati Ismea emerge che il costo all’origine di alcuni prodotti ortofrutticoli ha subito un incremento considerevole: particolarmente rilevante l’aumento che ha interessato cetrioli (+56,9% rispetto ad un mese fa), melanzane (+36,9%), e cipolle (+19,1%), mentre è più contenuta (si fa per dire!) la crescita che ha interessato zucchine (+5,4%), kiwi (+3,8), carote e carciofi (+,2,9%).

Un aumento medio pari a circa il 20,6%, che corrisponde ad un aggravio per la spesa familiare, in termini annui, di +152 Euro.

Il clima impazzito sta mettendo a dura prova l’intero settore ma non possono essere i consumatori a pagarne – letteralmente – le conseguenze. È quindi urgente monitorare e calmierare gli aumenti - che, per qualche misteriosa ragione, in queste situazioni si impennano al rialzo con grande rapidità ma impiegano invece molto più tempo per riadeguarsi al ribasso - e intervenire tempestivamente per ripristinare le colture laddove vi siano dissesti e emergenze.

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