Istat: il tasso di disoccupazione diminuisce solo grazie ai contratti a termine e persiste il divario tra Nord e Sud. Necessari interventi per la ripresa di un’occupazione di qualità. 

13/03/2018


I dati diffusi oggi dall’Istat rilevano che il tasso di disoccupazione del 2017 si attesta all’11,2%: il livello più basso da 4 anni, ovvero dal 2013.
Di pari passo l’occupazione raggiunge il top dal 2009, ma in ogni caso si attesta sotto il livello del picco pre-crisi.
Notizie senz’altro positive, ma che vanno lette con attenzione. È importante notare, infatti, come l’incidenza delle assunzioni a tempo indeterminato sia scesa drasticamente nel corso degli anni, passando dal 16,1% del 2015 al 10,6% nel 2017. Questo rende ancora più evidente una tendenza che evidenziamo da tempo: cioè che la crescita interessa soprattutto i lavoratori a termine ed i precari.
Le notizie che mostrano la ripresa del mercato del lavoro si rivelano, in tal modo, meno rosee: lo stesso Istituto di Statistica afferma come siano i contratti a termine a trainare la crescita nel 2017.
Altro campanello di allarme riguarda le disparità tra il Nord, Centro e Sud: la disoccupazione al Sud, infatti, risulta pari a tre volte quella del Nord (19,4% nel Sud contro 6,9% nel Nord).
Un dato che, infine, non può passare inosservato è quello relativo alla diminuzione della disoccupazione giovanile, che si attesta al 21,2% per i giovani 15-34enni ed al 34,7% per gli under 25, mentre cresce al 7,6% la disoccupazione tra gli over 50.
“Alla luce dei dati pubblicati dall’Istat nonché da quanto emerge dalle segnalazioni che riceviamo quotidianamente negli sportelli, che testimoniano la difficoltà ed il disagio vissuto da molte famiglie, è evidente l’urgenza di un piano di rilancio che abbia come priorità assoluta la ripresa di un’occupazione di qualità.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. 

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