Istat: piena conferma dell’allarme lanciato da Federconsumatori. La spesa cresce più del reddito, ma solo per i redditi medio-bassi.

13/04/2018


I dati rilevati oggi dall’Istat conferma in pieno quanto abbiamo denunciato con la presentazione del report realizzato dalla Federconsumatori in relazione all’andamento dei redditi, della spesa delle famiglie e dei prezzi e tariffe dal 2013 al 2018.

L’analisi ha messo in luce la proprio come la spesa sia aumentata più del reddito, determinando un forte impoverimento delle famiglie.

Nel dettaglio, dal 2013 al 2018 (effettuando una stima relativa all’anno in corso), abbiamo registrato una crescita del reddito medio del +4,4% (3,8% al netto dell’inflazione), a fronte di un aumento della spesa del +6,4%. La spesa cresce più velocemente del reddito, per questo le famiglie non riescono a far fronte alle proprie spese, effettuando dolorose rinunce persino in settori delicati come quello della salute.

è opportuno evidenziare, però, che non si tratta di un andamento uniforme per tutte le classi sociali e per tutti i livelli di reddito: l’andamento di spesa rispetto al reddito è fortemente differenziato a seconda del livello reddituale del percettore di riferimento del nucleo familiare. Per i redditi medio-bassi, la spesa cresce più del reddito, mentre tale andamento si inverte se si prendono in considerazione i redditi medio-alti.

 

        Dal 2013 al 2018*

 

Reddito

Spesa

 

Impiegato

2%

11%

 

Operaio

6%

9%

 

Pensionato

2%

9%

 

Dirigente

16%

11%

 

Quadro

9%

8%

 

Libero professionista

-1%

9%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                     

Dati a cura dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori

 

*Previsione 2018

 

“Il quadro illustrato sottolinea non solo le forti disparità esistenti nel nostro Paese, ma evidenzia come queste siano destinate ad amplificarsi alla luce di una crescita diseguale.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. - “È evidente come tale situazione richieda delle misure appropriate tese ad una redistribuzione dei redditi e ad un complessivo riequilibrio delle condizioni economiche e sociali, attraverso un piano di investimenti che miri al rilancio di un’occupazione di qualità.”

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