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DETASSAZIONE DEGLI STRAORDINARI: RIBADIAMO CHE E' UNA GRANDE SCIOCCHEZZA, IL POTERE DI ACQUISTO DEVE ESSERE INCREMENTATO A FAVORE DELLE FAMIGLIE A REDDITO FISSO.
“La detassazione del lavoro straordinario, come sosteniamo da tempo, è una delle più grandi sciocchezze che si possano fare, in campo economico prima ancora che in campo sociale” – dichiarano Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori ed Elio Lannutti, Presidente di Adusbef.
Tale detassazione aumenterebbe la discriminazione nel mondo del lavoro, accrescendo le distanze tra chi ha un lavoro e chi non ce l'ha, come i giovani; tra chi è precario e chi non lo è; tra chi lavora in un settore in espansione e chi in un settore di crisi, o peggio ancora in cassa integrazione; tra uomini e donne.
La detassazione andrebbe così ad aumentare il potere di acquisto solo per una parte della società, quando, invece, dovrebbe essere incrementato a favore delle famiglie a reddito fisso.
Dal 2002, infatti, data dello storico cambio lira-euro, anno dopo anno, attraverso una stangata di 7635 euro, si è registrata una iniqua redistribuzione del reddito, che ha causato una diminuzione del 25% del potere d'acquisto delle famiglie a reddito fisso.
Ad aggravare le condizioni economiche delle famiglie, soprattutto negli ultimi tempi, sono le variazioni di prezzi e tariffe, specialmente quelle relative al settore alimentare ed al settore energetico, a maggior ragione ora che il petrolio sta veleggiando intorno ai 130 Dollari al barile, che, insieme, comporteranno un aumento di 1145 euro. I nostri osservatori nazionali, nel 2008, prevedono un maggiore esborso pari 1800 euro, con una perdita ulteriore del 5.9% della capacità d'acquisto delle famiglie.
Vista la situazione di disagio che sta attraversando il nostro Paese, invece di pensare alla detassazione degli straordinari, il nuovo Governo dovrebbe attivarsi concretamente, anche attraverso strumenti fiscali, per incrementare di almeno 1000 Euroannui il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso (lavoratori e pensionati). È fondamentale ridurre immediatamente l'accisa sui carburanti di almeno di 5-6 centesimi ed attuare provvedimenti tesi a ridurre i prezzi di almeno il 15%. Inoltre, è necessario portare avanti i processi di liberalizzazione e modernizzazione del nostro Paese.