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MUTUI: L'ACCORDO ABI E' UNA SANATORIA MASCHERATA DEL DECRETO BERSANI CHE LE BANCHE HANNO RIPETUTAMENTE VIOLATO E CHE IL GOVERNO DEVE FAR RISPETTARE. ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI ANNUNCIANO CLASS ACTION CONTRO ABI E BANCHE SU SURROGA,PORTABILITA',SIMMETRIA DEI TASSI.
L'accordo ABI Governo, anticipato dalla minaccia del ministro dell'economia Tremonti (solo mediatica) di aggravare fiscalmente le posizioni delle banche, si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso variabile – una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi: se non è sopportabile la rata lievitata a causa dell'andamento dei tassi, si riduce;quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca,viene accodato alla fine del mutuo e comporterà il suo allungamento.
Mediaticamente, la minaccia iniziale di Tremonti è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche,le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati a tasso variabile,ma ci guadagnano due volte,sia fidelizzando il cliente che con l'allungamento della vita residua del debito,incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione,che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per 3,2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema che si sta facendo drammaticamente sociale.
Adusbef e Federconsuamtori propongono di sostituire il decreto in via di perfezionamento, ma i cui termini sono stati curiosamente anticipati come se fosse già in vigore, con una nuova norma che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente. Al legislatore poi la responsabilità di valutare se non sia il caso di introdurre un livello di tasso predefinito, come avvenne per il decreto Amato del 2000 n° 394 il cui dispositivo si riporta in calce. Amato giustificò la sua iniziativa col veloce declino dei tassi di interesse correnti. Tremonti potrebbe far leva sugli utili realizzati dalle banche negli ultimi anni.
Utile del settore creditizio (2002-2006)
(miliardi di euro) (Fonte Bankitalia)
2002
2003
2004
2005
2005*
2006*
2006/2002
UTILE LORDO
15,917
15,832
20,863
22,635
23,329
30,489
+ 91,55 %
IMPOSTE DIRETTE
6,022
4,737
5,706
6,184
6,592
7,762
+ 28,89 %
UTILE NETTO
9,895
11,095
15,158
16,451
16,737
22,727
+ 129,68 %
Oltre a semplificare di molto le procedure, tale norma andrebbe ad integrare – e non a contrastare -lo strumento della surroga a costo zero del decreto Bersani vista dalle banche e dalla casta dei notai come fumo negli occhi e mai osservata,nonostante fosse obbligatoria la sua applicazione.
Adusbef e Federconsumatori depositeranno una class action contro le banche che hanno violato la legge,per far restituire alle famiglie quanto indebitamente lucrato.