Il prezzo della finanza creativa
di Rosario Trefiletti
Dopo la "mini-stangata" di aggiustamento dei conti pubblici fuori controllo varato dal Governo, che avrà ricadute per 120 euro a famiglia (37 euro servizi bancari, 38 quelli assicurativi, 15 euro effetto di trascinamento dell’inflazione sui tabacchi, 30 euro il taglio agli enti locali che si rifaranno sui cittadini aumentando la fiscalità locale o tagliando i servizi sociali), per cercare di raddrizzare i conti pubblici fuori controllo e 30 mesi di finanza creativa,si profila una "maxi-stangata" pari a 30 miliardi di euro (circa 60 mila miliardi di vecchie lire!).
E mentre il Paese reale stremato da aumenti, ed arrotondamenti, che aspettava una promessa riduzione fiscale,ha dovuto versare in media 220 euro in più di tasse con una pressione fiscale aumentata dello 0,9 per cento nel 2003, soffre una delle più gravi crisi del dopoguerra, nei Palazzi va in scena l’ennesimo teatrino della politica per la mera spartizione del potere!
Il Governo, che non ha mantenuto una sola delle promesse elettorali sottoscritte nel salotto televisivo di Bruno Vespa, che ha varato leggi di perdoni e condoni, che ha assestato un colpo allo spirito libero del mercato con la legge truffa RC Auto pari a 4,2 miliardi di euro, che ha omesso di controllare i prezzi favorendo la speculazione con il pretesto dell’euro, che ha fatto trasferire il 3 per cento del PIL (43 miliardi di euro) dalle tasche dei consumatori a quelle dei commercianti, abbia la compiacenza di riconoscere il totale fallimento della politica economica.
Perché dopo il taglio dei trasferimenti agli enti locali del 30 per cento in media e l’aumento, pari al 16,8 per cento della spesa farmaceutica a carico delle famiglie, dopo i ritocchini e gli arrotondamenti dal 1 gennaio 2002, pari a 3.651 euro a famiglia, sarà difficile che i consumatori italiani potranno sostenere ulteriori stangate per "rattoppare" una finanza creativa che ha fallito.