ISTAT, censimento 2001:
popolazione stabile, in
aumento single e anziani
Diminuisce il numero di persone per famiglia: a Milano vive solo il 36,4%. A Genova e Bologna 6 "nonni" per ogni bambino
di Roberto Lamura
Sempre più anziani, sempre più single, sempre meno famiglie numerose: sono questi alcuni dei dati che emergono secondo gli approfondimenti sul censimento 2001 diffusi dall’Istat. La popolazione residente in Italia, nel decennio 1991-2001, è rimasta sostanzialmente stabile: nel 2001 era pari a 56.995.744, con un incremento di 217.713 unità rispetto a dieci anni prima.
Cambia però la composizione famigliare e l’età media. Tra il 1991 e il 2001 il numero delle famiglie in Italia è aumentato da 19.909.003 a 21.810.676, mentre è diminuito il numero medio dei componenti: da 2,8 nel ‘91 a 2,6 nel 2001. Sempre più elevate le percentuali delle persone che vivono da sole: particolarmente alte nei comuni del nord come Milano (36,4%), Bologna (34,5%) e Torino (33,9%). Le famiglie numerose, con sei o più componenti, si concentrano al Sud: Napoli (4,3%), Palermo (3,2%) e Catania (2,7%).
COPPIE E MADRI - Le coppie con figli nei grandi comuni sono in percentuale massima in quelli del sud come Palermo (63,7%), Napoli (61,2%) e Bari (61,1%) mentre a Bologna sono il 41,7%, poco più delle coppie senza figli (41,4%). Tra i grandi comuni la percentuale minima di coppie senza figli si rileva a Napoli (20,4%); dove invece si riscontra la percentuale più elevata di madri sole con figli (15,2%). Il peso percentuale delle coppie con figli è, in linea di massima, maggiore nei comuni delle corone rispetto ai comuni capoluogo.
METROPOLI - Per quanto riguarda il rapporto tra metropoli e territorio, il 16% della popolazione risiede nei comuni di maggiore ampiezza demografica. Anche se in quasi tutti i grandi comuni si è registrato un decremento della popolazione, compensato dagli incrementi demografici rilevati nei comuni intorno alle città. Torino, Genova e Firenze hanno registrato decrementi superiori al 10%, Messina è l’unica città in cui si è avuto un incremento di popolazione pari all’8,8%. Le città si trasformano e si espandono: il processo non riguarda tanto l’abbandono dei comuni maggiori, quanto piuttosto, il trasferimento nei comuni collocati nelle fasce intorno alle grandi città.
ANZIANI - Si conferma il fenomeno dell’invecchiamento: interessa l’Italia nel suo complesso ma mostra, secondo l’Istat, un quadro di variazione piuttosto ampio. I comuni con il maggior numero di anziani sono quelli del nord: a Bologna (26,6%), Firenze (25.6%) e Genova (25,6%) si rilevano le più elevate percentuali di persone di 65 anni e più. A Palermo (14,7%) e Napoli (15,6%) si riscontrano le più basse percentuali di anziani. Nel rapporto tra la popolazione con 65 anni e più e quella con meno di 15 anni, l’indice di vecchiaia presenta una forte variabilità, passando dal valore massimo (281,9) registrato nel comune di Bologna a quello minimo (84,1) nel comune di Palermo. Il confronto tra la numerosità degli anziani e quella dei bambini sotto i sei anni (anziani per un bambino) illustra ancor più chiaramente lo squilibrio che caratterizza la piramide delle età, soprattutto in alcuni dei comuni di maggiore dimensione demografica. A Genova e Bologna gli anziani per un bambino sono più di 6, mentre sono 2,4 a Palermo e Napoli. Nei comuni delle corone la popolazione è solitamente meno anziana dei rispettivi comuni capoluogo.