L’Indagine di Federconsumatori /4
CONTRAFFAZIONE:
Finti profumi
L’essenza non si conosce, ma l’involucro esterno è perfetto
• Pina Tosi
Finti profumi. È quasi impossibile contraffare un’essenza ma è molto più facile contraffare l’etichetta.
Anche se non si può parlare di "contraffazione", questo non significa che non vi sia comunque un grosso giro di affari sulla vendita di essenze. Il reato contestato è la vendita illegale, questo perchè le grandi firme della cosmetica, prima di concedere la vendita del loro marchio (Chanel, Yves St Laurent, Elizabeth Arden) ad una profumeria, controllano che i vari concessionari rispondano a dei parametri ben precisi.
Tra questi ricordiamo: zona di vendita (ceto medio /medio alto/ alto), case concorrenti di pari importanza, n. di vetrine, tipologia di arredamento, punto di esposizione del proprio prodotto e, soprattutto, fatturato.
Quando sussistono questi requisiti la casa madre dà il via libera alla licenza di vendita. Quando c’imbattiamo in un profumo di marca commercializzato su di un banchetto al mercato dobbiamo fare atenzione, spesso provengono da furti o sono acquistate illegalmente presso concessionari-magazzini poco seri. Non dimentichiamo però che per alcuni marchi, anche i banchetti ambulanti possono avere licenza di vendita, normalmente sono Deborah, Rimmel; Maybelline prodotti che in altri Stati vengono venduti sia dal droghiere che dal grande magazzino.
Ma dove nascono la maggior parte dei nostri profumi? Presso la fabbrica di GRASSE (Parigi) che, tra l’altro organizza stage per imparare a creare profumi ma soprattutto per l’aromoterapia.
La fabbrica di Grasse ha nascosto nella sua memoria tutte le essenze del mondo, compreso il famoso CHANEL n. 5 che ancora oggi viene elaborato da loro.Fabbricare un profumo non significa miscelare a caso, vi sono impiegati a Grasse che possono riconoscere "a naso" oltre 3000 odori differenti. Sono loro che mescolano con amore le varie profumazioni fino ad ottenere l’essenza richiesta.
L’impiego di enormi quantità di fiori, unito al laborioso lavoro di preparazione e distillazione, spiegano il prezzo elevato del profumo.
Per estrarre 1 kg di essenza di lavanda, semplice lavanda, occorre distillare 200 Kg di fiori e per 1 kg di essenza di rosa ne occorrono ben 3 chilogrammi.
Qualche anno fa la polizia antifrode britannica sequestrò uno stock di eau de toilette, tra questi due flaconi di Chanel n. 5 venduti a prezzi stracciatissimi.
Il fatto destò scalpore non solo per la marca del profumo ma per il modo di contraffazione: tutti i profumi erano stati allungati con urina, contraffazione resa possibile dal fatto che l’urina ha lo stesso colore del profumo Chanel e maschera il proprio odore sotto gli effluvi veri del profumo.
Ricordiamo che un profumo è composto da un insieme di sostanze odorose che si dividono a loro volta in:
Testa: il primo impatto che si ha con il nostro naso. Cuore: l’essenza stessa che si sente sulla pelle e che può cambiare o meno a secondo del nostro PH.
Fondo: persistenza del profumo che rimane sulla pelle dopo l’evaporazione del cuore. Per quanto riguarda invece i marchi che si trovano in vendita sui banchi dei vari mercatini, sono profumi che non potranno mai essere scambiati per originali in quanto i loro nomi sono "evidentemente" falsi, tipo:
Christian Dior diventa Christian Doir; Cacharel diventa Schaccarel; Ferrè, Fetrè; Aqua di Giò, agua di Geo.Nonostante questo si è registrata una perdita nel settore della profumeria, pari a 555 milioni di euro. Ma il problema è nel nuovo modo di organizzazione dei contraffattori che sembra abbiano messo in moto una vera e propria multinazionale. La bottiglietta di vetro viene studiata sull’originale, fabbricata in Olanda ed inviata in Italia. L’etichetta (marchio contraffatto alla perfezione) prodotte in Spagna ed inviate a Napoli. La confezione, perfetta, vie confezionata alle porte di Napoli.
La manodopera, lavoro nero in tutti i sensi, proviene dal Nord Africa. L’essenza, infine, dal Messico.
Articolo N°
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Fonte: Il Sole 24 ore