Il punto di vista
Authority del risparmio:
una storia infinita
Riforma controllo finanziario: separazione delle funzioni di stabilità, concorrenza e trasparenza
• Francesco Avallone
Speriamo che questa volta si riesca a concludere un iter legislativo difficile e complesso qual è quello del controllo sui mercati finanziari. In altri tempi, in un panorama politico e finanziario completamente diverso, i tentativi di riformare il sistema dei controlli sono tutti completamente falliti.
Veti incrociati, interessi molto compositi fra le tre strutture fondamentali (Banca d’Italia, Consob e Antitrust) e ancor di più tra diversi difensori o avversari dell’attuale complessa strumentazione di controlli hanno prodotto un nefasto immobilismo che purtroppo ha contribuito in maniera considerevole alla crisi profonda che in questi giorni stiamo vivendo.
L’idea di una super-Consob è assolutamente da condividere perché una delle carenze più gravi è proprio quella sull’efficacia dei controlli nelle vicende Argentina, Cirio, Parmalat …
In questa fase della discussione parlamentare ci troviamo di fronte ad una reale possibilità di una svolta positiva che ci auguriamo venga portata a termine e positivamente.
Rimane però la preoccupazione che all’ultimo momento ci possano essere trattative scontri che dietro il paravento della polemica sul Governatore della Banca d’Italia a termine o a vita si possano inserire timori per le tante novità che in questa occasione con grande merito di alcuni parlamentari di maggioranza e opposizione stanno per essere introdotta.
Le nuove norme sulla "governance" e sul falso in bilancio cominciano a dare uno scossone reale in merito alle troppe concessioni che soprattutto questo Governo ha dato ad una falsa idea di eliminare lacci e laccioli al sistema delle imprese.
Comunque il fulcro del nuovo impianto dei controlli sembra ormai delineato, ovvero separazione netta delle tre basilari funzioni: stabilità, concorrenza e trasparenza. È importante che le tre autorithy operino in piena autonomia e svolgendo fino in fondo il compito a cui devono attendere. Questo può comportare anche contrasti e visioni diverse, ma sarà un bene se poi si riescono a trovare mediazioni senza intaccare l’efficacia dei controlli.
Su questo disegno comunque la trasformazione più radicale deve essere imperniata sulla funzione della nuova cosiddetta super-Consob. Il controllo sulla correttezza e trasparenza nella gestione del risparmio e del credito dovrà avvenire attraverso un vero potere di intervento con strumenti (guardia di finanza) e con poteri decisamente più incisivi. Oltre le sanzioni che dovranno essere molto più gravi, la cosa rivoluzionaria sarà ottenere nei casi di conclamata violazione delle leggi la possibilità di definire nulli quei contratti e di far riavere i soldi ai malcapitati.
Questa possibilità otre a ridare fiducia ai risparmiatori, toglierebbe un enorme aggravio di lavoro alla magistratura. Fino ad oggi questo non è avvenuto in maniera massiccia ma se non si opererà in questa direzione in futuro si potrebbero riversare vere e proprie valanghe di cause che comprometterebbero il già saturo sistema giudiziale.
Un ultimo importante invito al legislatore di inserire nelle norme un’attenzione alle professionalità delle varie autorithy oggi esistenti.
Alcune funzioni di controllo in settori molto particolari non devono, a causa di concentrazioni perdere tutto il lavoro fin qui svolto. Tutte le funzioni ora esistenti devono veder impegnati tutti i lavoratori che fini qui hanno svolto, seppur con normative deboli, il loro difficile lavoro.