Mercato elettrico:

Borsa o Borsetta?

 

 

Un rischio per i consumatori

• Alessandro Notargiovanni

 

 

Il 1° aprile, con più di tre anni di ritardo, è partita la Borsa elettrica, un mercato dove si scambiano i chilowattora. Produttori di energia e consumatori di energia si incontrano per vendere e comprare ad un prezzo non più prefissato, ma che sarà determinato dalla domanda e dall'offerta.

Una serie di ragioni, economiche e tecnico-operative, e la carenza di offerta, hanno determinato il ritardo di tre anni ed i problemi non sono terminati. Il nuovo sistema di vendita ed acquisti è affidato al Gestore del mercato e vi partecipa un soggetto importante che è l'Acquirente Unico, che garantisce il grosso della domanda espressa dalle famiglie italiane. Altri attori determinanti sono l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas e l'Autorità Antitrust.

I problemi che andranno risolti in corso d'opera riguardano in particolare l'offerta. L'offerta infatti è limitata perché dei 17 operatori su 36 che hanno partecipato alla prima sessione di Borsa, i primi 7-8 coprono da soli oltre il 90% dell'offerta. Un vero e proprio oligopolio.

"Gli scambi sembrano percentualmente importanti" sottolinea Staffetta quotidiana, "ma in valore assoluto valgono i consumi periodici di un solo grosso consumatore". Il resto è fatto con contratti che transitano "fuori borsa" i cosiddetti Contratti Bilaterali. Chi risulta più di tutti è l'Acquirente Unico, colui che acquista energia per tutti noi consumatori vincolati, che potrebbe trovarsi a comparare in Borsa proprio quando il prezzo sale.

L'utente familiare è tra due fuochi: o accettare il rischio di nuovi black-out, o pagare un altro prezzo del chilowattora perché adesso i produttori sono meglio pagati per capire il rischio black-out. Viene loro riconosciuta la "remunerazione della riserva", che si scarica sulle tariffe delle famiglie.

Alla luce di quanto sopra e considerando che ad oggi le quotazioni del chilowattora hanno mostrato oscillazioni anche del 30%, il rischio che gli utenti familiari diventino gli "ufficiali pagatori" di tutti gli oneri del sistema elettrico, comprare la Borsa, diventa un rischio reale.

Il nostro compito di difensori degli interessi dei cittadini utenti è quello di vigilare affinché ciò non avvenga, anche rivendicando interventi di politica energetica che incrementino l'offerta di energia in Borsa e una opportuna educazione al risparmio che permetta di governare anche i consumi delle famiglie.

Tutto ciò senza abbandonare l'esistenza e l'azione dell'Acquirente Unico. (vedi lettera allegata)

 

 

LETTERA DELLA FEDERCONSUMATORI ALLA XIV COMMISSIONE REFERENTE

No alla soppressione dell’Acquirente Unico.

 

 

Roma, 7 aprile 2004

 

Prot. n.54/4/pt

 

 

Oggetto: Legge Comunitaria 2004 - Atto Senato 2742 in discussione presso la XIV Commissione in sede referente

 

 

Egregio Presidente,

 

nella discussione in corso presso la XIV Commissione del Senato riguardante la Legge Comunitaria 2004 sono stati presentati emendamenti (n. 6.0.1. Sen. Ciccanti dell’UDC e n. 6.0.3 ad opera dello stesso relatore Sen. Barile FI) che prevedono la soppressione al 2007 dell’Acquirente Unico trasferendo le sue funzioni alle Aziende distributrici di elettricità (ENEL? ACEA? AEM?) e contemporaneamente che i piccoli consumatori familiari debbano "uscire dal mercato vincolato ed esercitarsi sul mercato libero. Vasi di coccio tra i vasi di ferro!

Noi vogliamo ribadire che l’opportunità di approdare al mercato libero è per il piccolo utente un diritto e non un obbligo e come tale va riconosciuto.

Veniamo all’Acquirente Unico.

L’Acquirente Unico è per noi la istituzione che tutela i piccoli consumatori domestici e le piccole imprese industriali ed artigiane, svolge inoltre una funzione stabilizzante della Borsa Elettrica e garantisce dalla volatilità dei prezzi.

Inoltre in un Sistema elettrico ancora proprietariamente integrato (Generazione-Distribuzione, vedi Enel) la figura ed il ruolo dell’Acquirente unico sono strategicamente garanzia di trasparenza e vitali per la continuità della funzione della Borsa elettrica, altrimenti sempre più esposta ai contratti bilaterali diretti.

L’Acquirente Unico non è un ostacolo alla trasformazione del Sistema elettrico verso il mercato ma, come l’Autorità per l’Energia, un "promotore e garante del mercato regolato".

Noi chiediamo a Lei ed al Suo Gruppo che sappiamo sensibile alle istanze e bisogni dei consumatori, di impegnarsi affinché tutti i i cittadini italiani possano continuare:

-           ad esercitare il loro diritto di scegliersi il mercato (libero o vincolato);

-           ad avere nell’Acquirente Unico colui che opera sul mercato elettrico nell’interesse dei piccoli utenti consumatori.

Garantire all’Acquirente Unico vita e vitalità evitandone la soppressione, come si verrebbe a determinare con l’approvazione degli emendamenti citati, è per noi importante!

La ringraziamo e restiamo a Sua completa disposizione anche per eventuali riscontri.

 

 

 

 

            Il Vice Presidente          Il Presidente

            Alessandro Notargiovanni         Rosario Trefiletti

            Responsabile Energia