UN BONUS MALUS

PER BANCHE E SIM

 

di Rosario Trefiletti

 

 

Il ministro del tesoro Giulio Tremonti chiede alle banche di creare un fondo mutualistico di garanzia degli investimenti offerti ai risparmiatori e incontra il netto rifiuto dell’ABI. Maurizio Sella aveva già espresso il suo diniego allorquando il presidente della CONSOB Cardia aveva, per la prima volta, proposto un intervento mutualistico fra gli istituti di credito per risarcire i sottoscrittori dei Cirio bonds: "è un problema che interessa le singole banche" affermò Sella. Ora che il crack Parmalat coinvolge tutte le grandi banche italiane e parte dell’intermediazione mobiliare, il mondo della finanza lamenta di essere già oberato da fondi e accantonamenti ma, soprattutto, si afferma, il fondo di garanzia proposto da Tremonti, appannerebbe le responsabilità di quelle banche responsabili della distruzione del risparmio dei cittadini. A noi pare che se venisse accettata questa affermazione tutte le assicurazioni obbligatorie in vigore in Italia (dagli infortuni sul lavoro, alla responsabilità civile degli automobilisti) dovrebbero essere rese facoltative. Un automobilista potrebbe rifiutarsi di sottoscrivere una polizza RC auto in quanto l’assicurazione obbligatoria "potrebbe appannare la responsabilità di chi guida male e provoca incidenti". Il problema è che in Italia la "sinistralità" del risparmio sta diventando un fatto endemico, o perché le banche "non sanno guidare" o perché hanno scelto di investire (nel senso di colpire violentemente) in maniera proditoria l’inconsapevole risparmiatore. Ecco allora che il parallelo fra gli "incidenti", chiamiamoli così, in cui è incorso il risparmiatore italiano e gli incidenti stradali ci permette di avanzare una modesta proposta. Chiediamo al Ministro Tremonti di costituire, insieme al Fondo di garanzia per il risparmio, un sistema di bonus - malus per banche e società d’intermediazione mobiliare, con un apposito sistema di classi di rischio, proprio come per l’assicurazione RC auto. In questo modo le banche e le SIM responsabili della vendita di titoli di società che dovessero andare in bancarotta dovrebbero subirebbero un passaggio alla classe di rischio superiore e, contemporaneamente, un aumento del prelievo, o premio, a favore del fondo di garanzia. Allo stesso tempo le banche virtuose continuerebbero a distinguersi da quelle incapaci e disoneste. La soluzione, quindi, ci sarebbe. A proposito, non è strano che la fantasia utilizzata per scaricare sui risparmiatori i debiti Cirio e Parmalat non venga usata anche per risarcirli? Quando si tratta di indennizzare i cittadini, vittime della loro cattiva consulenza, la vena creativa delle banche sembra esaurirsi all’improvviso.