RISPARMIO:
non basta una nuova Authority
per tutelare i cittadini
Federconsumatori: tutela del risparmio, risarcimenti e una commissione di associazioni dei consumatori
• Antonio Ruda
Passare effettivamente dalla mera vigilanza sul funzionamento del mercato dei capitali alla tutela del risparmiatore: è questo il salto di qualità che chiediamo al Governo per poter giudicare positiva la riforma dei sistemi di controllo in tema di risparmio attualmente in discussione. Ma non basta. Il secondo punto sul quale si deve tracciare una linea chiara fra il presente e il futuro riguarda il sistema di risarcimenti per i risparmiatori vittime della "cattiva" gestione del risparmio da parte di banche e SIM. L’esigibilità del risarcimento rimane un punto principale da affrontare sin da ora se si vuole passare dalla tutela formale a quella sostanziale della parte più debole del mercato del risparmio in Italia. Nel nostro Paese non mancano infatti le norme a garanzia dell’integrità del risparmio ma queste vengono agevolmente aggirate chiedendo al risparmiatore una semplice firma in calce al contratto di sottoscrizione di prodotti finanziari. È importante a questo proposito ricordare le stringenti (almeno sulla carta) regole rispetto alle quali dovrebbero uniformarsi i prestatori dei servizi di investimento secondo l’articolo 21 del Testo Unico della Finanza del 1998: comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei clienti e per l’integrità del mercato, operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati, agire in modo da assicurare ai clienti trasparenza ed equo trattamento riducendo al minimo il rischio di conflitti di interesse, svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati. Come si vede le regole ci sono, mancano norme altrettanto stringenti su sanzioni e ricostituzione del risparmio nei casi di bancarotta e di default del creditore.
Per tutti questi motivi, la non più procrastinabile riforma del sistema di vigilanza sul risparmio deve essere accompagnata dall’adozione di une serie di misure mirate a colmare le lacune del nostro ordinamento. Federconsumatori ha avanzato sin dalle settimane scorse una serie di proposte che qui riproponiamo all’attenzione delle forze politiche e dello stesso Governo. Queste riguardano:
• La costituzione di una nuova Authority con l’unificazione delle funzioni di garanzia e che comprenda le attribuzioni della Consob, della Banca d’Italia (limitatamente alla vigilanza sulle attività di gestione del risparmio. Il nuovo organismo dovrà comprendere, inoltre, le funzioni di ISVAP e COVIP con ampie facoltà di indagine, istruzione, accertamento e sanzione
• Il divieto di offerta al dettaglio dei titoli senza rating
• Il divieto di offerta al dettaglio di strumenti finanziari derivati
• Società di revisione: portare il periodo massimo dell’incarico da 9 a 4 anni
• Legare le commissioni pagate agli organismi di investimento collettivo al rendimento reale (al netto, cioè, dell’inflazione) degli investimenti
• La distinzione dei prodotti di risparmio sulla base del titolare del rischio: risparmiatore o emittente
• La pubblicazione annuale da parte di Consob e Banca d’Italia di un rapporto sul profilo di rischio risultante dall’offerta di prodotti finanziari alle famiglie (i titoli rischiosi sono il 37% delle attività finanziarie possedute dalle famiglie, dati Banca d’Italia)
• L’incentivazione da parte dello Stato dell’offerta di prodotti di risparmio assicurato con rendimento pari a quello dei titoli di stato con il miglior rating nell’ambito dei paesi UE. L’assicurazione è costituita da accantonamenti reali effettuati dagli organismi di investimento collettivo.
• Creazione di una Commissione formata dalle associazioni di consumatori che esamina e scrutina annualmente l’attività delle authorities sul risparmio. Allo stesso tempo la Commissione rappresenta un’istituzione alla quale il risparmiatore può rivolgersi per presentare istanze e reclami. La Commissione è organizzata con articolazioni provinciali. L’attività della Commissione è finanziata dalla fiscalità generale.