Prezzo della benzina:

trasparenza e concorrenza.

Chi le ha viste?

 

A dieci anni dalla liberalizzazione dei prezzi dei carburanti, nessun

vantaggio per gli utenti

• Alessandro Notargiovanni

 

 

Compie dieci anni la liberalizzazione dei carburanti. Al momento della liberalizzazione, al fine di evitare il caos e favorire la trasparenza, il Ministero delle attività produttive si impegnò a svolgere, con mezzi adeguati, il monitoraggio dei prezzi. L’obiettivo era e resta quello di favorire la concorrenza e non l’anarchia mettendo il consumatore nella condizione di scegliere.

A dieci anni dalla data, non solo un attento osservatore ma ogni utente può constatare come, quanto prefigurato, non sia avvenuto.

I consumatori apprendono dai giornali la dinamica del prezzo del petrolio e del rapporto Euro-Dollaro ma non riescono a comprendere come poi il prezzo della benzina alla pompa va per conto suo: stabile o molto frequentemente al rialzo.

E poi come cogliere la differenza tra i prezzi di un distributore e l’altro, leggendo la Staffetta quotidiana? E come cogliere la differenza tra prezzo consigliato e prezzo praticato alla pompa? E’ ovvio che, in assenza di trasparenza e informazione chiara ed accessibile, l’utente ha difficoltà a scegliere il fornitore e va dove capita, a suo danno ed a discapito del distributore più conveniente e più corretto.

Che fare per aiutare il consumatore e rilanciare la concorrenza tra compagnie al fine di realizzare prezzi, condizioni e servizi più congrui?

 

1.  Per percepire la differenza tra i prezzi l’automobilista ha bisogno di "leggere" i prezzi non all’ultimo istante sulla colonnina di erogazione spesso senza alcuna specificazione, ma prima di entrare nell’area di distribuzione. I prezzi devono apparire su cartelli appositi, esposti in bella vista e leggibili bene anche a distanza. Inoltre presso i caselli e zone commerciali autostradali, andrebbero esposti sempre in appositi cartelli, i prezzi praticati dalle varie compagnie e dai vari distributori, così l’utente potrà scegliere preventivamente premiando il punto vendita che, sull’autostrada o nella zona, pratica il prezzo inferiore.

 

2.  Quali sono le voci che compongono il prezzo della benzina?

-           Accise (la più rilevante)

-           Materia prima

-           Raffinazione

-           Premio qualità

-           Distribuzione primaria e secondaria

-           Onere di scorta

-           Differenziali geografici

-           Compensi al gestore

-           Sconti "fai da te"

-           Margini

-           Ecc…

 

Non è il caso di fornire agli utenti una informazione di massima, anche attraverso i media, sulla composizione di un prezzo così importante?

E non è arrivato il momento di spiegare agli italiani che la mancata razionalizzazione dei punti vendita (che sono ancora troppo numerosi) e la trasformazione del loro fatturato a favore del "non oil" (sviluppare di più la parte commerciale dell’area di distribuzione) sono anch’esse condizioni forti per realizzare un netto abbattimento del prezzo dei servizi energetici.

Noi non ci perdiamo d’animo, aspettiamo fiduciosi ed attivi il litro di benzina ad un euro.

Nel frattempo il Ministro delle attività produttive come realizzerà l’atteso "monitoraggio dei prezzi"?