RISPARMIO TRADITO:

NOI L'AVEVAMO GIA' DENUNCIATO NEL 2002

di Rosario Trefiletti

 

La drammatica vicenda del caso Parmalat è inquinata da una polemica torrida tra Fazio e Tremonti che siamo certi nulla ha a che vedere con la difesa dei risparmiatori.

L’idillio iniziale tra Governo e Banca d’Italia finito in lite dopo le critiche di Fazio alla politica economica di Tremonti sembra il vero motivo dello scontro.

Premesso questo giudizio si sgombra il terreno dei sospetti di partigianeria o difese acritiche e aprioristiche.

L’Intesa dei Consumatori infatti nell’ottobre del 2002 aveva presentato un esposto-denuncia sui casi Argentina e Cirio, alla Consob, alla Banca d’Italia, al Ministero dell’economia, alle Commissioni parlamentari, alla Presidenza del Consiglio.

Tutto quello che oggi è di dominio pubblico noi lo abbiamo messo nero su bianco in quella denuncia. Quindi tutti non potevano non sapere. Ma dobbiamo on amarezza denunciare la sottovalutazione, la superficialità, ed anche una dose di rassegnazione con cui queste istituzioni hanno risposto al nostro atto di accusa.

In questa vicenda nessuno può tirarsi fuori, nemmeno e soprattutto il sistema bancario che ha goduto e colpevolmente approfittato di questo lassismo nei controlli per lucrare a man bassa a scapito di incolpevoli risparmiatori. Hanno in buona sostanza da una parte aiutato chi chiedeva crediti senza garanzie, e dall’altra, senza assumersene i rischi, hanno scaricato sui consumatori le loro incaute operazioni.

Ancora più grave la vicenda Parmalat che ha si radici lontane ma se a quei campanelli di allarme fossero seguite azioni concrete si sarebbe quanto meno limitata la portata dei danni.

Per Parmalat poi dobbiamo segnalare altri soggetti che hanno contribuito in gran parte che tutto questo accadesse.

Alle gravi responsabilità delle istituzioni di controllo del sistema bancario si sono aggiunte le malversazioni di società di revisione di bilanci e delle grandi agenzie di Rating.

La complessa rete di complicità, di intrecci, di conflitto di interesse e l’alto numero di responsabili ci spingono a dire che il sistema attuale di controlli non ha funzionato e quindi va profondamente cambiato.

Ma non si può permettere a società, industrie, attività commerciali di eludere con facilità il sano rapporto di controllo tra creditore e debitore. Le operazioni nei paradisi fiscali, le scatole cinesi che vengono usate nelle società devono essere subito denunciate e bloccate. In questi anni erano sotto gli occhi di tutti ma nessuno ha avvertito i risparmiatori.

Cirio e Parmalat con la loro pubblicità e quindi con i loro marchi popolari coprivano emissioni di obbligazioni di finanziarie che quasi sempre non avevano nessun legame con le società principali, ma soprattutto erano talmente consistenti e numerose che mai e poi mai potevano essere coperte e garantite da una semplice attività di industrie alimentari. La battaglia primaria ora è ottenere il risarcimento per i risparmiatori truffati, ma questa lotta dovrà essere affiancata da un’azione forte per la riforma dei controlli, dei poteri. Accanto ad un intervento delle banche volto alla riconquista della fiducia dei propri clienti gli accordi di conciliazione possono essere uno strumento eccezionale per questo scopo, e le associazioni dell’Intesa, detengo, hanno dato la loro disponibilità.