Banche sempre più in odore di conflitto d’interessi
Secondo un’inchiesta di Federconsumatori Puglia sono sempre di più le banche che vendono prodotti finanziari interni. Solo 3 volte su 15 propongono titoli di Stato o polizze assicurative.
di Domenico Romito
Mentre la banca continua ad accreditarsi come consulente o consigliere del proprio cliente,solo raramente propone titoli di Stato o polizze assicurative (3 su 15). Da un’ indagine eseguito nella città di Bari da volontari della Federconsumatori Puglia risultano dati molto allarmanti in ordine al conflitto di interessi. Il test è stato eseguito da volontari che si sono presentati in 7 sportelli delle banche, chiedendo un consiglio in ordine ad un investimento prudente di 50.000 euro. Risultato? Quasi sempre hanno ricevuto consigli in conflitto. I “prodotti finanziari” proposti sono infatti per gran parte fondi di risparmio gestito delle banche stesse o loro obbligazioni. Nel caso del risparmio gestito oltre al conflitto di interessi va detto che mentre sono certi i costi non sono affatto sicuri i rendimenti, presentati come convenienti e superiori ai (“miseri” tassi dei titoli di Stato).
Le cose non vanno meglio sul fronte della trasparenza dele informazioni. Analoga percentuale si registra anche nella consegna e spiegazione dei prospetti informativi (obbligatori) utili a far comprendere al consumatore il tipo di investimento che sta effettuando.
Emerge ancora forte la necessità di trasparenza e tutela del consumatore prevista dalla riforma sul risparmio e non ancora attuata. Nonostante i proclami e gli annunci della legge se ne sono perse le tracce.
Il test è pubblicato sul sito www.piazzaconsumatori.it