Legge sulla fecondazione assistita:

tutta da rifare !

 

 

Federconsumatori ha aderito e dato il proprio sostegno alla campagna referendaria per l’abrogazione dell’attuale legge.

 

di Viola Conti

 

 

La Federconsumatori ha aderito e dato il proprio sostegno alla campagna referendaria per l’abrogazione dell’attuale legge sulla procreazione assistita che, di fatto, nega alla donna il diritto di disporre liberamente del proprio corpo per realizzare il desiderio di concepire un figlio. E’ una legge che anche la nostra associazione giudica clericale e antidemocratica per molteplici ragioni che si possono così sintetizzare:

 

          Riconosce soggettività giuridica al concepito contravvenendo alla tradizione giuridica che riconosce, invece, la soggettività solo al momento della nascita.

          Limita l’acceso alla procreazione assistita a coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi in età potenzialmente fertile, attribuendo allo Stato il potere di decidere. Così facendo, s’intacca lo stesso articolo 3 della Costituzione fondato sul principio di uguaglianza che vieta ogni sorta di discriminazione legata alle condizioni personali.

          Nega alle coppie non sterili, che potrebbero trasmettere malattie genetiche o virali al feto, di conoscere lo stato di salute dell’embrione vietando la diagnosi preimpianto In questo modo, la legge obbliga la donna a far nascere un bimbo malato o ricorrere all’aborto.

          Impedisce la fecondazione assistita quando uno, o entrambi i componenti della coppia, sono completamente sterili, vietando il ricorso alla fecondazione eterologa con semi o ovociti di donatori esterni alla coppia.

          Impone al medico trattamenti pericolosi per la salute della donna, come il divieto di crioconservazione (pratica del congelamento) e il limite di tre embrioni per il trattamento, con l’obbligo di reimpianto.

          Vieta la ricerca sulle cellule staminali degli embrioni che, in concreto, permette la cura di persone affette da gravi malattie.

 

Ne è un chiaro esempio la storia recente del piccolo Luca, di appena 5 anni, affetto da talassemia che è stato salvato proprio grazie al trapianto di cellule staminali, prelevate dal cordone ombelicale della madre. Questo caso ha avuto grande eco sui media ed ha riacceso le polemiche su questa legge giudicata da molti “talebana”, perchè troppo rigida e troppo lontana dalle reali esigenze della popolazione.