L'ASTERISCO
di Rosario Trefiletti
I consumatori tra il martello
del Governo e l’incudine
dei prezzi
In tutti questi anni non si era mai verificata una situazione così dannosa per l’economia. Si concentrano fenomeni perversi tutti insieme e tutti negativi. Le responsabilità purtroppo sono chiare. La politica economica di questo Governo ha prodotto tali e tanti guasti da superare nettamente le più nefaste previsioni.
A cominciare dall’introduzione della moneta unica il Governo invece di sfruttare una opportunità storica si è attardato su una ricerca di sprechi precedenti e di responsabilità di altri, lasciando mano libera alla speculazione e non attuando i controlli e le iniziative che in altri Paesi hanno dato risultati positivi. I condoni, le una-tantum, e le leggi a favore di settori che sull’illegalità hanno fondato le loro fortune, hanno creato una spirale ingovernabile che ha portato alle attuali conseguenze drammatiche.
Dopo aver condiviso, anzi esaltato le scelte di finanza creativa del “genio” Tremonti il Governo ha creato il mastro-capro espiatorio, sostituendolo con un tecnico di esperienza che la sua “” sta creando una situazione ancora più grave traendo soluzioni che invece di raddrizzare la situazione, la peggioreranno ancora di più.
Aggiungere alla spirale negativa dei prezzi anche una stangata, mini o maxi che sia, per raddrizzare i conti pubblici è un colpo mortale ai consumi e quindi all’economia nel suo insieme. Non è casuale che dalla parte più avveduta di Confindustria si comincia ad analizzare in modo preoccupante la riduzione del potere d’acquisto dei salari e si inviano segnali diversi al sindacato e soprattutto al Governo.
Sull’altare della riduzione fiscale si stanno operando scelte che vanificheranno i benefici che pure potrebbero esserci in un quadro di scelte consapevoli. La crisi di risparmio dopo i vari scandali finanziari sta producendo la destinazione di ampie risorse al settore immobiliare con conseguenti sulle speculative e bloccando sui conto correnti, a costi altissimi, enormi quantità di denaro che lasceranno a secco gli investimenti.
Questa situazione si aggrava ancora di più perché sui dati inflattivi, sulla reale situazione dei conti pubblici c’è un balletto di cifre non veritiere. Governo e Istat dovrebbero finalmente fare chiarezza sulla reale consistenza della crisi ed operare finalmente in modo assolutamente diverso dal passato e assolutamente in controtendenza. Accettare un confronto serio con le associazioni dei consumatori e con le parti sociali per definire finalmente un piano di interventi a favore dei consumi, dello sviluppo e di una politica antinflattiva che ridia fiducia ai cittadini e rimetta in moto l’economia del nostro Paese.