ALLARME CYBERBULLISMO: ECCO COSA DOBBIAMO FARE PER DIFENDERCI   PUNTO PER PUNTO COSA C’E’ DA SAPERE PER UN USO CORRETTO DEL WEB

09/02/2016


Campagna promossa da

 

Con il Patrocinio della

 

 

COSA SONO I SOCIAL NETWORK

I social network (Facebook, MySpace e altri) sono “piazze virtuali”, cioè dei luoghi in cui via Internet  ci si ritrova per scambiare chiacchiere, informazioni, pensieri, foto, video, indirizzi di amici e tanto altro. Sono straordinarie forme di condivisione che comportano però dei rischi per la sfera personale degli individui.

 

I lati positivi: Permettono di dialogare in tempo reale con familiari e amici che vivono altrove; espandono la nostra possibilità di comunicazione politica e sociale; facilitano le relazioni personali e professionali.

 

I rischi: Danno l’impressione di frequentare uno spazio personale o una piccola comunità. Idea falsa. L’utente può essere spinto a esporre troppo la propria vita privata. Rivelare informazioni strettamente personali espone a “effetti collaterali” negativi anche a distanza di anni.

 

 

 

LA TUTELA PIU’ EFFICACE E’ L’AUTOTUTELA

Le varie Autorità pubbliche sono in grado, a richiesta, di intervenire per tutelare i diritti delle persone che si sentono danneggiate. La forma più efficace di tutela resta però l’autotutela, cioè la gestione attenta dei propri dati personali.

 

Perché? Quando si inseriscono i dati personali su un sito di social network, se ne perde il controllo. I dati possono essere registrati da tutti i contatti dell’utente, rielaborati e diffusi anche a distanza di anni. Spesso poi accettando di entrare in un social network si sottoscrive il diritto dell’impresa che lo gestisce a usare per sempre i video, le foto, i pensieri, gli scritti immessi in rete.

 

Attento a cosa sottoscrivi. Se si decide di uscire da un social network spesso è consentito solo disattivare il profilo, senza la cancellazione dei dati immessi in rete che potrebbero rimanere archiviati nei server nel gestore. Bisogna sempre leggere con attenzione le condizioni d’uso e le garanzie di privacy offerte nel contratto che si sottoscrive.

 

Le leggi applicate. La gran parte dei siti di social network ha sede all’estero. Così i loro server. Questo significa che in caso di contenzioso legale o di problemi nati dalla violazione del diritto alla privacy, non si è tutelati dalle leggi italiane ed europee.

 

 

 

COME COMPORTARSI

Rispetto per se stessi. Abbiamo visto come la migliore garanzia dell’utente sia lo stesso utente. Bisogna riflettere bene prima di immettere in rete dati che non si vuole vengano diffusi o che possano essere usati a danno dello stesso utente. In caso di violazioni della privacy ci si può rivolgere al Garante della protezione dei dati personali. Anche Federconsumatori dà assistenza in questo campo. E nel caso che le vittime di violazioni e abusi siano minorenni, l’assistenza di Federconsumatori è gratuita.

 

Rispetto per gli altri. Quando si inserisce on line la foto di un amico, un familiare o un conoscente e si aggiunge il relativo nome e cognome (in gergo, quando sitagga qualcuno) bisogna sempre chiedersi se si sta violando in qualche modo la sua privacy. Nel dubbio bisogna chiedere il consenso dell’interessato.

 

 

 

CHI GUADAGNA CON I NOSTRI DATI

Le aziende che gestiscono i social network generalmente si finanziano vendendo pubblicità mirate. E il valore di queste imprese è tanto maggiore quanto riescono ad analizzare in dettaglio il profilo, gli interessi, le abitudini e gli interessi dei propri utenti, per poi rivendere le informazioni a chi ne ha bisogno. Inutile sperare che i nostri dati restino lì inutilizzati. Sono passati al setaccio studiati, utilizzati, rivenduti.

 

 

 

MA QUELLO NON SONO IO!

Attenzione ai falsi profili. E’ sufficiente una foto, il nome, qualche informazione sulla vita di una persona per impadronirsi on line della sua identità. Sono tantissimi i casi di persone famose (attori, cantanti, sportivi, politici) e anche di persone comuni che hanno trovato sui social network e sui blog la propria identità gestita da altri. Anche in questo caso bisogna attivarsi, denunciando il fatto alla polizia postale e al Garante.

 

 

 

I RISCHI DEL MIO CONTO IN BANCA

Attenzione alle informazioni che si rendono disponibili on line. La data e il luogo di nascita bastano a ricavare il codice fiscale. Altre informazioni potrebbero aiutare i malintenzionati presenti in rete a risalire al conto in banca o addirittura al nome utente e alla password.

 

 

 

ECCO COSA DEVI CHIEDERTI

 

Se sei una ragazza o un ragazzo

-          Sapendo che il tuo vicino di casa o il tuo insegnante potrebbero leggere ciò che hai inserito on line, scriveresti le stesse cose e nella stessa forma?

-          Sei sicuro che le foto e le informazioni che pubblichi ti piaceranno anche tra qualche anno?

-          Prima di caricare/postare la foto ridicola di un tuo amico, ti sei chiesto se a te farebbe piacere trovarti nella stessa situazione?

-          E’ opportuno che tutti I membri dei gruppi ai quali sei iscritto possano leggere le tue informazioni personali?

-          Sei sicuro che mostreresti “quella” foto anche al tuo nuovo ragazzo o alla tua nuova ragazza?

 

Se sei un genitore

-          Hai certamente spiegato a suo tempo ai tuoi figli i pericoli della vita. A guardarsi dai fornelli accesi, ad attraversare la strada e via dicendo. Hai mai insegnato loro a riconoscere i pericoli in rete?

-          Hai insegnato loro a difendersi dalle aggressioni dei potenziali provocatori e adescatori on line? E a non raccontare a tutti, men che meno a sconosciuti, la vita privata loro e dei loro amici?

-          Hai mai provato a navigare assieme a tuo figlio? Gli hai chiesto di vedere insieme come si usa Internet? Di vedere a quali gruppi si è iscritto?

-          Hai mai chiesto a tuo figlio se è mai stato vittima di cyberbullismo?

 

Se stai cercando lavoro

-          Sai che le aziende e le società di selezione del personale cercano informazioni sui candidati utilizzando i principali motori di ricerca on line?

-          Le foto che hai inserito on line e i commenti che hai postato potranno danneggiarti nella ricerca del tuo prossimo lavoro?

-          Il curriculum che hai spedito all’azienda, coincide con quello che hai messo in Internet?

-          Ciò che racconti della tua vita nelle chiacchiere on line è coerente con le tue aspirazioni professionali?

 

Se sei un utente esperto

-          Hai verificato come sono impostati i livelli di privacy della tua identità?

-          Pubblicando quel determinato materiale hai violato i diritti di riservatezza di qualcuno?

-          Hai commesso qualche reato mostrando a tutti quella foto o scrivendo quel determinato post?

-          Hai verificato chi detiene la licenza d’uso, le royalty e la proprietà intellettuale della documentazione, delle foto o dei video che hai inserito on line?

 

Se sei un professionista

-          Il gruppo di persone abilitate a interagire con la tua Identità corrisponde al target professionale che ti sei prefissato di raggiungere?

-          I gruppi ai quali sei iscritto sui social network possono avere effetti negativi sul tuo lavoro?

-          Se vieni contestato on line da un componente iscritto alla tua rete di social network sei preparato a reagire in maniera appropriata?

-          Hai valutato se stai condividendo informazioni con qualcuno che può danneggiarti?

-          Sai che numerosi servizi di chat –inclusi quelli offerti dai siti dei social network- permettono di registrare e conservare i contenuti delle conversazioni avvenute con gli altri utenti?

 

 

 

RIEPILOGANDO

1)      Tutelati. Pensa bene prima di pubblicare i tuoi dati personali, a cominciare da nome, cognome, indirizzo, telefono.

2)      Ricorda che informazioni e immagini possono riemergere a distanza di anni.

3)      Non pubblicare informazioni personali e foto che riguardano altri. Rischi sanzioni penali.

4)      Usa login e password diversi per ogni sito web al quale ti iscrivi, per la posta elettronica e per il conto corrente bancario.

5)      Se possibile crea pseudonimi diversi per ogni rete alla quale partecipi. I nickname non dovrebbero contenere la data di nascita.

6)      Informati su chi gestisce il servizio e sulle garanzie di privacy offerte. Cerca sotto privacy o privacy policy. Controlla l’impostazione dei livelli di privacy del tuo profilo.

7)      Attenzione all’identità. Potresti non dialogare con la persona che credi.

8)      Se non vuoi ricevere pubblicità ricordati di rifiutare il consenso all’utilizzo dei dati per attività di pubblicità, promozione e marketing.

9)      Leggi bene il contratto quando aderisci a un social network. Verifica di poter recedere facilmente dal servizio. E di poter cancellare le informazioni che hai inserito.

10)   Se ritieni di essere vittima di molestie, abusi, bullismo in rete rivolgiti alla polizia postale e al garante. Anche Federconsumatori ti offre tutela.

 

 

Allarme cyber bullismo, ecco come difendersi

 

Cosa c’è da sapere per un uso corretto del web

 

Dalla relazione del garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, al convegno “Educare alla rete” del gennaio 2014.

Le tecnologie digitali hanno avuto uno sviluppo tumultuoso. Hanno già notevolmente modificato e sempre più modificheranno l’organizzazione sociale del nostro tempo. Questi effetti sono in piena evoluzione e ci condizionano ma non necessariamente sono da noi percepiti in modo nitido. Spesso si pensa ancora ad Internet come a uno strumento di comunicazione. In realtà esso è si è già trasformato nell’ossatura del nostro agire individuale. E’ già diventato in punto di riferimento necessario alle nostre relazioni interpersonali, al lavoro, all’erogazione di servizi, ai commerci, al nostro bisogno di informazione. In una visione più complessiva e generale, è diventato la piattaforma sulla quale si forma la cultura del nostro tempo e si sviluppa la modalità con la quale ci rapportiamo al mondo, lo organizziamo, lo sfruttiamo, lo rispettiamo.

Molti stentano a prendere consapevolezza che questo ambiente non è affatto una realtà virtuale che possiamo vivere in modo parallelo alla nostra vita normale. Non è un concetto separato.  Al contrario già è, e lo sarà sempre più, l’elemento, nel quale si dispiega la parte principale della nostra vita reale. Ne consegue che “reale” e “virtuale”  sono due concetti sempre più uniti e connessi. A velocizzare questo processo  sono diversi elementi: l’enorme aumento delle connessioni mobili; la sempre più stretta integrazione degli strumenti di comunicazione; il potenziale innovativo delle tecnologie che diventando sempre più piccole hanno finito per costituire quasi appendici del nostro corpo in grado di intervenire, migliorandole, sulle sue prestazioni  e sulle sue funzioni. La tecnologia, insomma diventa quasi una seconda pelle che modifica e condiziona gli stili di vita.

Tutto ciò pone una questione ormai non più eludibile: la regolazione della Rete per coniugare libertà e responsabilità nel più grande spazio pubblico del nostro tempo. La risposta più efficace può venire solo da un ordinamento sovranazionale. Di grande importanza e ottimi punti di riferimento sono le recenti deliberazioni dell’Onu e della Conferenza internazionale delle Autorità garanti per la protezione dei dati del mondo per promuovere un’adeguata protezione dei dati, come garanzia ineludibile per scongiurare il pericolo che le nuove tecnologie, indispensabili nel semplificare l’attività dei singoli individui, agevolare l’interscambio di informazioni e migliorare la vita di relazione, si traducano in strumenti perversi  e potenzialmente lesivi.

Essere sicuri che i dati siano protetti costituisce una condizione essenziale affinché si continui a garantire ed assicurare l’effettivo godimento delle libertà e dei diritti tradizionalmente riconosciuti, difesi e tutelati nel mondo off line. Parti della nostra vita sono disseminate e conservate nelle grandi banche dati, dove la nostra identità è sezionata, scomposta e spesso ricomposta come un mosaico di tessere diversamente raccolte. In una società che compra e vende informazioni e fa diventare merce la stessa persona alla quale si riferiscono i dati, la tutela della privacy diventa sempre più una questione di libertà. Si tratta di valori fondamentali che devono in primo luogo essere trasmessi ai giovani - i cosiddetti “nativi digitali” - che più di altri possiedono le capacità per accedere e sfruttare in modo sempre più dinamico le opportunità offerte dalla società digitale. Usano computer, smartphone e tablet come pratiche abituali per comunicare con i coetanei, accedere alle informazioni, autoesporsi aggiornando continuamente i propri status, postando commenti, pubblicando foto o video ed immettendo on-line una quantità impressionante di dati personali che rivelano pensieri, emozioni, abitudini, amicizie.

Nella maggior parte dei casi, i ragazzi che conoscono alla perfezione i meccanismi e la forza del web e delle innovazioni, non sanno ancora valutare appieno le conseguenze delle proprie azioni: e questo li rende particolarmente vulnerabili. Bisogna convincere i ragazzi, che si muovono a volte in modo compulsivo tra il mondo digitale e quello reale, che la vita vera è ovunque: in Rete e fuori dalla Rete. L'illusorio anonimato che Internet sembra garantire (attraverso ad esempio l’utilizzo di nickname o profili falsi) spesso permette di ledere e calpestare senza rispetto i dati sensibili, rubare identità, demolire psicologicamente, con comportamenti aggressivi, i compagni. Molestie, minacce, diffamazione, gravi fattispecie sanzionate dal codice penale, non perdono certo di significato se realizzate nel web. Tutto ciò che facciamo in Rete diventa il contenuto delle nostre vite, delle nostre biografie, che ne saranno condizionate per sempre, soprattutto a causa della stessa dimensione indeterminata ed indefinita della Rete.

I giovani non debbono essere percepiti soltanto come consumatori passivi di tecnologia. Vanno incoraggiati a comprendere i principi fondamentali e, soprattutto, i rischi (sempre più invisibili) che si corrono. Così come non lasciamo cartelli per avvertire i ladri dell’assenza da casa, allo stesso modo dovremmo imparare ad evitare di lasciare minuziosi dettagli sui nostri spostamenti sui social network. Così come ci hanno insegnato a non dare confidenza agli sconosciuti, egualmente dovremmo evitare di inserire i dettagli delle nostre vite, soprattutto se intimi, su Internet. La scuola potrebbe svolgere un ruolo di primo piano, prevedendo specifici progetti educativi nell’ambito dei programmi scolastici che insegnino ai giovani il modo di confrontarsi costruttivamente con le nuove forme espressive offerte dalla Rete, al fine di promuovere una gestione consapevole di tutti gli aspetti della propria vita che vengono consegnati al mondo on-line.

 

 

Allegati



Federconsumatori

Federconsumatori – Federazione Nazionale Consumatori e Utenti fa parte di     
Federconsumatori – Federazione Nazionale Consumatori e Utenti fa parte di


Federconsumatori