Il “Blue Whale Challenge” non è un gioco! Consigli pratici per i genitori e per i ragazzi.

26/05/2017


A seguito delle numerose segnalazioni e dei recenti casi verificatisi in Emilia Romagna e Toscana, l’allerta sul fenomeno “Blue Whale” è salita notevolmente.

A tal riguardo, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche al fine di intercettare fenomeni di manipolazione e suggestione in cui possono incorrere i più giovani attraverso l’utilizzo della rete internet e dei social network in particolare, ha deciso di fornire alcuni consigli pratici per i genitori e per i ragazzi, rendendoli edotti sui possibili pericoli.

E’ necessario conoscere nel dettaglio i segnali da non sottovalutare e le modalità opportune per fronteggiare questo brutale fenomeno: il decalogo messo a disposizione dalla Polizia Postale rappresenta certamente un impulso positivo.

 

Le 5 cose che i genitori devono sapere

  1. Il “Blue Whale” è una pratica che può suggestionare i ragazzi ed indurli progressivamente a compiere atti di autolesionismo ed azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre, etc.) sino ad arrivare al suicidio. Questa suggestione può essere operata dalla volontà di un adulto che aggancia via web e induce la vittima alla progressione nelle 50 tappe della pratica, oppure da gruppi creati su Whatsapp o sui social network nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si fomentano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti all’oscuro di tutto.
  2. Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno.
  3. Prestate attenzione ai cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo, sonno e veglia: alcune prove, a cui sono sottoposti i ragazzi, prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste.
  4. Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla “Balena Blu-Blue Whale”, parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra “roba da ragazzi” per i ragazzi sia determinante.
  5. Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida “Balena Blue-Blue Whale”, non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti al sito www.commissariatodips.it.

 

Le 5 cose che i ragazzi devono sapere

  1. Nessuna sfida con uno sconosciuto può mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita su www.commissariatodips.it.
  2. Ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica “Blue Whale” non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te.
  3. Se conosci un coetaneo che dice di essere una “Blue Whale-Balena Blu” parlane con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza.
  4. Se qualcuno ti ha detto di essere un “curatore” per la sfida “Blue Whale-Balena Blu” sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai più piccoli a www.commissariatodips.it.
  5. Se sei stato aggiunto a gruppi Whatsapp, Facebook, Instagram, Twitter o altri social network che parlano delle azioni della “Balena Blu-Blue Whale” parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito su www.commissariatodips.it.

 

 

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