Prezzi: il tasso di inflazione a gennaio si attesta al +0,9%, con ricadute in termini annui di 266,40 Euro a famiglia. Indispensabile avviare misure concrete e utili al rilancio economico.

21/02/2019


L’Istat conferma che il tasso di inflazione a gennaio si attesta allo 0,9%, come anticipato dalle stime preliminari.

L’inflazione relativa al carrello della spesa frena, seppure in misura minore rispetto alle aspettative: passando dallo 0,7% di dicembre allo 0,6% attuale (nelle stime preliminari era lo 0,5%).

Tale crescita comporta aumenti rilevanti per le famiglie: gli aggravi in termini annui per una famiglia tipo ammontano a circa 266,40 Euro annui.

Nella fase attuale di recessione importi come questo mettono a dura prova i bilanci familiari e, di conseguenza, l’intero sistema economico a causa dell’ulteriore contrazione della domanda interna.

La grave questione che pesa sulla capacità di acquisto delle famiglie è il fatto che il reddito non cresce abbastanza rispetto all’andamento dei prezzi. L’aumento del costo della vita determina un notevole impoverimento delle famiglie proprio perché l’andamento del reddito non è adeguato: dal 2013 al 2018 abbiamo registrato una crescita del reddito medio del +4,4% (3,8% al netto dell’inflazione), mentre l’incremento della spesa è stato del +6,4%.

Ad aggravare la situazione contribuiscono gravi minacce: la prima riguarda l’aumento della pressione fiscale per i cittadini, che va evitato con ogni mezzo, per questo abbiamo fatto appello a Comuni e Regioni affinché non aumentino le addizionali. La seconda è rappresentata invece dall’incremento dell’IVA che si prospetta nei prossimi anni se non si riusciranno a trovare le coperture necessarie per scongiurare le clausole di salvaguardia.

“È evidente che, di fronte a tale situazione, il Reddito di Cittadinanza sia una misura inadeguata a fronteggiare i pesanti scenari che si prospettano. Si rende sempre più urgente e necessario stanziare i fondi necessari a rimettere in moto lo sviluppo e la ricerca, creando così una ripresa occupazionale stabile, gettando le basi stabili per la ripresa economica.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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