Telemarketing: la multa del Garante della Privacy a TIM dimostra la necessità di strumenti di tutela efficaci. Intollerabile il ritardo nell’applicazione delle norme approvate nel 2018 sulle telefonate promozionali.

05/02/2020


Sfiora i 28 milioni di euro la sanzione irrogata a TIM dal Garante per la Privacy per il trattamento illecito di dati nell’ambito dell’attività di telemarketing aziendale. Le violazioni hanno coinvolto milioni di utenti, contattati nonostante l’iscrizione al Registro delle Opposizioni e/o malgrado avessero espresso alla compagnia telefonica la volontà di non ricevere chiamate a scopo promozionale. Il caso più eclatante è quello di un cliente che, nell’arco di un solo mese, ha ricevuto ben 155 telefonate.

Il Garante ha poi contestato al gestore altre violazioni, ad esempio:

  • l’assenza di controllo sull’attività di alcuni call center;
  • il mancato aggiornamento degli elenchi degli utenti che non vogliono ricevere telefonate a scopo pubblicitario;
  • la scarsa trasparenza delle informazioni sul trattamento dei dati per alcune app.

La multa inflitta a TIM non è che l’ennesima dimostrazione della scarsa efficacia degli strumenti che il cittadino ha a disposizione per tutelarsi da pratiche commerciali invasive. Purtroppo nel settore delle telecomunicazioni gli operatori continuano a portare avanti condotte non sempre corrette e a gestire le proprie politiche commerciali secondo modalità spesso aggressive, nel totale disinteresse dei diritti degli utenti. La Presidenza del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno elaborato un nuovo regolamento, in discussione al prossimo Consiglio dei Ministri, che amplia il Registro delle Opposizioni anche ai numeri cellulari e che annulla (salvo per i contratti in passato) gli eventuali consensi in passato, tuttavia le tempistiche di attuazione delle modifiche si stanno rivelando fin troppo lunghe, dato che il sistema diventerà operativo a fine 2020.

Le condotte delle compagnie telefoniche sono inaccettabili. Il prolungarsi dei tempi di applicazione delle norme espone in modo intollerabile i consumatori alle pratiche aggressive di telemarketing, per le quali continuiamo a sostenere che, la soluzione migliore in termini di tutela e rispetto della privacy, rimane il sistema dell’opt-in.

E’ necessario assicurare agli utenti in tempi celeri il rispetto delle proprie scelte e della privacy: i cittadini non possono restare in balìa delle aziende ed essere quotidianamente bersagliati da continue telefonate e devono sapere di poter contare su strumenti efficaci per far valere i propri diritti e per tutelarsi dal telemarketing selvaggio.

 



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