25 mar. 03

Bond argentini: il ministro  delle finanze dell’ Argentina, Giullermo Nielsen, ha convocato domani a Roma, i  rappresentanti dell’intesa dei consumatori, per discutere la questione dei bond che riguarda 400.000 risparmiatori. Anche il ministro dell’economia Roberto Lavagna ha puntato il dito contro le banche italiane, che hanno addossato ai risparmiatori il rischio dell’insolvenza dell’Argentina. Pronte 5 cause pilota contro 5 banche, per omessa informazione  ed omessa vigilanza delle autorità di controllo  (Consob Bankitalia).

     Il ministro argentino dell’Economia Roberto Lavagna,nell’intervento svolto ieri a Milano nel corso dell’assemblea della Banca Interamericana di Sviluppo,ha ripreso le accuse dell’Intesa dei Consumatori,che saranno importanti nelle cause pilota intentate contro le banche italiane: “Molti bond argentini-ha detto il ministro- sono stati venduti dalle istituzioni finanziarie quando la crisi era già evidente e le istituzioni erano ben informate. Qualcuno ha quindi tratto vantaggio dalle asimmetrie informative. Le banche sapevano benissimo come andavano le cose a  Buenos Aires e non sono certo i risparmiatori,ai quali le banche hanno offerto fino all’ultimo la sottoscrizione di obbligazione,quando già ben si conosceva il rischio paese ed il dissesto imminente”.  La dichiarazione del ministro dell’economia Lavagna,assumo grande importanza nella questione dei bond argentini piazzati ai risparmiatori quando già le banche conoscevano l’imminenza del default di Buenos Aires,e ciononostante,anche in conflitto di interesse gli istituti di credito si sono liberati di titoli argentini che avevano in portafoglio per appiopparli ai comuni risparmiatori ridotti sul lastrico da spregiudicate operazioni che devono essere ben monitorate ed accertate dalle autorità preposte ai controlli.

     L’Intesa dei consumatori,che a 15 mesi dal default argentino e dopo numerosi incontri svolti con la Consob e con il Governo italiano,ha scelto 5 episodi eclatanti che porterà in Tribunale contro altrettante banche,chiedendo la nullità dei contratti e la correità delle autorità vigilanti che non hanno saputo prevenire il più grave fenomeno di speculazione finanziaria addossata ai risparmiatori, incontrerà domani ministri e sottosegretari della Repubblica Argentina,per discutere le soluzioni più idonee a risolvere una questione che riguarda 400.000 risparmiatori,per un controvalore di 14,7 miliardi di euro (il 24,8 per cento di tutti i bond argentini pari all’1 per cento del Pil italiano),ipotecati a tempo indeterminato dalle scelte irresponsabili del sistema bancario italiano.

                                             Intesa dei Consumatori (Adoc,Adusbef,Codacons, Federconsumatori)

Roma,25.3.2003