Prezzi: con l’inflazione al +0,5% ricadute di 148,40 Euro annui a famiglia. Urgente dare un nuovo slancio all’economia, con un piano per l’occupazione e la rimodulazione delle aliquote IVA.

17/01/2020


L’Istat registra, a dicembre, un tasso di inflazione al +0,2% su base mensile e +0,5% su base annua.

In crescita il tasso relativo all’andamento dei prezzi dei beni con maggiore frequenza di acquisto: il cosiddetto carrello della spesa si attesta al +0,6%.

Con l’inflazione a questi livelli, gli aggravi, per ogni famiglia, ammontano a +148,40 Euro annui.

“La lieve accelerazione dell’inflazione nel mese di dicembre è imputabile prevalentemente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (che passano da -3,0% a +1,6%).”- riporta l’Istituto di statistica, vale a dire all’aumento ingiustificato dei costi dei carburanti sull’onda delle recenti vicende internazionali.

Complessivamente, nel 2019, il tasso di inflazione si è attestato al +0,6%, la metà rispetto al livello registrato nel 2018, pari al +1,2%. Un rallentamento che è sintomo di un’economia che crescere poco.

Per questo si rende sempre più urgente e necessario intervenire ancor più incisivamente a sostegno della domanda interna, rilanciando i redditi delle famiglie, attraverso l’avvio di un piano capace di dare nuovo slancio all’occupazione con lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

In tal senso, riteniamo opportuno operare una rimodulazione delle aliquote IVA, per fare in modo che la tassazione non pesi in maniera eccessiva su alcuni beni di prima necessità che invece vengono considerati “beni di lusso” tassati al 22%. 

 



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