Sicurezza alimentare: il maxi sequestro di cibo scaduto destinato alle scuole a Chioggia dimostra ancora una volta la necessità di inasprire le sanzioni per chi minaccia la salute dei consumatori.

09/01/2019


Sembra proprio che ultimamente mandare a scuola i propri figli equivalga non ad affidarli alla struttura in cui per eccellenza dovrebbero essere accuditi e tutelati ma a lasciarli in un luogo in cui, teoricamente, può accadere di tutto. Proprio in queste ore abbiamo appreso dei maltrattamenti avvenuti per mesi ad opera delle maestre in una scuola per l’infanzia di Ariccia e ora leggiamo con raccapriccio del maxi sequestro di alimenti realizzato a Chioggia in una società che si occupa di preparare i cibi per le mense scolastiche. I carabinieri hanno trovato ben sessanta chili di cibo scaduto (pollame, prodotti ittici e yogurt) e privo di indicazione di provenienza destinato alle scuole della zona.

 

Non è in alcun modo accettabile il protrarsi di condotte illecite e negligenti nell’ambito della somministrazione di alimenti, soprattutto per la refezione scolastica e se quindi i cibi in questione sono destinati ai più piccoli. La multa comminata alla società ammonta appena a 11.500 euro: una sanzione irrisoria, se si pensa all’estrema gravità della violazione.

 

Come sottolineiamo da tempo, è urgente da una parte incrementare controlli e verifiche sull’intero percorso di produzione e distribuzione e dall’altra di combattere con forza i comportamenti illegali inasprendo le pene per i reati commessi in questo settore. Il diritto alla sicurezza alimentare e alla salute sono pilastri fondamentali della nostra società ed è necessario prevedere sanzioni severissime per chiunque ne violi i princìpi.

 

 



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