Telefonia: l’Europa raccomanda la gratuità dei ricorsi, ma il Corecom toscano fa pagare un balzello. L’Agcom deve tutelare i diritti dei consumatori e ripristinare la correttezza.

14/04/2014


Dal 24 marzo scorso chi vuole fare ricorso al Corecom Toscano contro gli atteggiamenti scorretti degli operatori telefonici deve pagare un balzello. Caso unico su tutto il territorio nazionale, gli uffici amministrativi del consiglio regionale e del comitato per le comunicazioni hanno improvvisamente deciso di interpretare in modo nuovo le norme previste in un decreto vecchio di 42 anni. Il risultato è che i cittadini che chiedono giustizia nei confronti dei gestori di telefonia e fanno ricorso al Corecom devono pagare un bollo di 16 euro, con buona pace del diritto alla gratuità dei ricorsi previsto in Italia.

Le motivazioni che gli apparati amministrativi di Corecom e Consiglio Regionale hanno addotto per giustificare una tale inaccettabile vessazione sono a dir poco inadeguate. Lo stesso presidente del Corecom scinde le responsabilità della gestione istituzionale da quella amministrativa, rimandando a quest’ultima l’intera responsabilità del provvedimento. In una lettera agli organismi istituzionali regionali, peraltro, il presidente del Corecom sollecita le autorità politiche, fin qui silenti, a intervenire per imboccare una strada diversa da quella intrapresa.

Federconsumatori e Adusbef denunciano la gravità di quanto sta accadendo in Toscana, chiedono il ritiro del provvedimento che introduce un odioso balzello ai danni dei consumatori e sollecitano all’Autorità di controllo sulle comunicazioni, anch’essa fin qui silente, un pronto e fermo intervento affinché sia ripristinato il diritto dei consumatori alla gratuità dei ricorsi, nel solco di quanto raccomanda l’Unione Europea.

 

 

 



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