Telemarketing: la sanzione del Garante della Privacy a Vodafone dimostra che i cittadini sono in balìa delle pratiche aggressive delle aziende. Urge normativa efficace a tutela del diritto alla riservatezza.

17/11/2020


Ancora una volta una compagna telefonica finisce nel mirino del Garante della Privacy. Vodafone è stata sanzionata per oltre 12 milioni e 250mila euro per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti a fini di telemarketing: il Garante ha rilevato gravissime criticità sul piano dell’acquisizione del consenso al trattamento dei dati da parte degli utenti nonché relativamente all’utilizzo di numerazioni fittizie (o comunque non censite nel Registro degli operatori di comunicazione) e alla gestione delle liste dei nominativi da contattare acquisite da fornitori esterni.

La sanzione è solo l’ultima di una lunga serie di provvedimenti adottati nei confronti non solo di Vodafone ma di molti altri operatori di telecomunicazioni, a dimostrazione delle importanti carenze che ancora pesano sul funzionamento degli strumenti messi a disposizione del cittadino per tutelarsi dal telemarketing selvaggio. A quanto riscontrato dal Garante si aggiunge poi la nostra esperienza diretta, visto che le sedi Federconsumatori ricevono quotidianamente segnalazioni relative a pratiche commerciali aggressive: il quadro appena descritto dimostra pertanto che nel settore delle telecomunicazioni i gestori continuano a portare avanti comportamenti spesso scorretti e a gestire le proprie politiche commerciali secondo modalità quantomeno discutibili, ignorando i diritti degli utenti.

Episodi come questo riportano in primo piano il problema dell’entrata in vigore della nuova normativa sull’estensione del Registro delle Opposizioni, nonché della reale efficacia degli strumenti a cui l’utente può ricorrere per difendersi: i cittadini non possono restare in balìa delle aziende ed è quindi necessario dare finalmente seguito a modiche fino ad ora rimaste solo sulla carta e garantire tutele efficaci. 

Il prolungarsi dei tempi di applicazione delle norme espone in modo intollerabile i consumatori alle pratiche aggressive di telemarketing, per le quali continuiamo a sostenere che, la soluzione migliore in termini di tutela e rispetto della privacy, rimane il sistema dell’opt-in.

 



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