Tlc: il TAR del Lazio conferma la “libertà di modem”. Gli utenti hanno diritto a scegliere i dispositivi da utilizzare e non sono obbligati ad usufruire degli apparecchi forniti dai gestori. 

29/01/2020


Quasi due anni fa AGCom ha emesso la delibera che sancisce la cosiddetta “libertà di modem”, cioè il diritto degli utenti ad utilizzare un modem a propria scelta per i servizi di Adsl o fibra. I vantaggi per gli utenti sono molteplici, ad esempio dal punto di vista dei prezzi e della qualità degli apparecchi, poiché la condizione di concorrenza non consente agli operatori di applicare prezzi vincolanti per i propri modem e permette anche di migliorare le prestazioni dei dispositivi. 
E non solo: la disposizione dell’Autorità ha obbligato i gestori a proporre ai clienti i cui abbonamenti prevedevano l’acquisto del modem, il passaggio senza costi ad un’offerta che garantisca la fornitura gratuita del dispositivo stesso. In alternativa l’operatore deve garantire il recesso senza costi, dandone adeguata informativa. 
Nonostante ciò, in questi anni gli utenti hanno segnalato numerose difficoltà a far valere questo diritto, poiché non sempre i gestori hanno rispettato quanto stabilito da AGCom e spesso hanno anzi inoltrato richieste di pagamento connesse all’obbligo di utilizzo del modem fornito dall’operatore. In altri casi invece gli operatori hanno trovato degli “escamotage”, proponendo offerte con modem gratuito ma in cui è incluso un prolungato e continuativo servizio di “assistenza tecnica” che, di fatto, per costi e durata, sostituisce il pagamento dell’apparecchio e comunque costituisce un vincolo per il consumatore.
Sulla questione si è pronunciato oggi il TAR del Lazio, che ha respinto i ricorsi presentati da TIM e Wind Tre. Accogliamo con favore la sentenza, che conferma il diritto degli utenti a scegliere liberamente i dispositivi nonché ad usufruire del collegamento a Internet senza alcun vincolo relativo al modem. 
Invitiamo i cittadini che ravvisino condotte e comportamenti ambigui, poco trasparenti o non corretti a rivolgersi ad una delle sedi Federconsumatori presenti in tutta Italia o a scrivere all’indirizzo mail altuoservizio@federconsumatori.it per maggiori informazioni e per valutare le possibili azioni da attivare. 

 



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