Olio, no all’abolizione del “panel test”

09/04/2018


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Il panel test, esame organolettico per la classificazione degli oli, è realizzato da una giuria di 8/12 assaggiatori professionisti che, sulla base di una procedura standardizzata e codificata, emette un parere sulle caratteristiche del prodotto, definendole con termini appropriati e tecnici. Tale giudizio, unitamente ai parametri chimici, attribuisce all’ olio di oliva vergine una precisa categoria merceologica.

Il giudizio assume valenza scientifica in quanto il risultato deve attenersi a criteri di ripetibilità e riproducibilità.

Per essere commercializzato come “olio extra vergine di oliva”, al panel test l’olio deve risultare completamente privo di difetti e deve avere la caratteristica positiva di fruttato.

Le associazioni oleicole spagnole hanno proposto l’abolizione della prova organolettica, che in Europa è obbligatoria. Sostengono, infatti, che la stessa sia inaffidabile e poco precisa.

Ad opporsi duramente contro tale proposta è il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, che considerano il panel test un importante strumento a garanzia dei produttori e dei consumatori: cancellarlo significherebbe avere meno vincoli per le aziende e meno tutele per produttori e consumatori.





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