In Italia il maggior numero di casi di febbre da virus del Nilo occidentale.

25/09/2018


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In queste settimane le cronache hanno riportato numerose notizie in merito alla diffusione della febbre da virus del Nilo occidentale, trasmessa perlopiù attraverso le punture di zanzare. L’ultimo rapporto Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control, cioè il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), pubblicato solo qualche giorno fa, segnala il primato dell’Italia in Europa per il numero di contagi: solo nel nostro Paese nel 2018 sono stati registrati 453 casi, a fronte dei 224 della Grecia e ai 216 della Romania.

L’incubazione del virus varia da 2 a 14 giorni e nella maggior parte dei casi i sintomi consistono febbre, mal di testa, eruzione cutanea, dolore muscolare o sintomi gastrointestinali, che possono protrarsi anche oltre i 10 giorni.

Al momento non esistono vaccini né trattamenti specifici per la malattia, quindi le cure si traducono essenzialmente in una terapia di supporto (attraverso l’assunzione di antipiretici o antidolorifici e l’infusione endovena di liquidi) tesa ad alleviare i sintomi.





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