Il Comitato ONU per gli inquinanti chiede la messa al bando dell’acido PFOA: troppi rischi per la salute.

01/10/2018


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L’acido chimico PFOA (acido perfluoroottanoico) appartiene alla famiglia dei PFAS (acidi perfluoroacrilici): tali sostanze sono da anni oggetto di indagini scientifiche, che ne hanno rilevato la potenziale tossicità e cancerogenicità e le possibili interferenze con il sistema endocrino. Gli effetti concreti sulla salute sono ancora da accertare ma gli esperti del settore ritengono che la contaminazione costituisca un importante fattore di rischio per numerose patologie a carico del sistema endocrino, dei reni e dell’apparato riproduttivo. Il PFOA è noto soprattutto per il suo utilizzo nell’industria alimentare e in particolare nei rivestimenti di padelle, pentole e stampi antiaderenti, ma viene impiegato anche nel trattamento di tessuti, carta e vernici e nelle schiume antincendio. La questione ha assunto una notevole rilevanza nel dibattito pubblico, in primis nel mondo scientifico, e le evidenze emerse dalle analisi sono state tali da portare l’UE ad adottare provvedimenti specifici: nel 2017 è stato pubblicato un Regolamento che prevede una serie di misure per limitare al minimo l’utilizzo di PFOA nell’Unione nei prossimi anni.

Ora si è espresso sulla questione anche il Comitato dell’Onu per gli inquinanti, che ha invocato una misura ancora più drastica: l’organo delle Nazioni Unite ha infatti chiesto la messa al bando totale della sostanza incriminata proprio a causa degli eccessivi rischi per la salute.





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