Rapporto Federconsumatori sui costi degli atenei italiani nell’anno accademico 2020/2021

15/01/2021


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Anche quest’anno l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato il consueto rapporto sui costi delle università italiane. Così come nelle indagini realizzate negli anni scorsi, sono state prese in considerazione cinque fasce di reddito di riferimento per calcolare gli importi della tassazione, che viene appunto applicata da ciascun ateneo in base alla condizione reddituale dello studente. A tale proposito è opportuno specificare che l’emergenza sanitaria ancora in corso ha spinto il Ministero dell’Istruzione ad estendere, con un apposito decreto, l’esenzione dal pagamento dei contributi universitarie alle famiglie con reddito ISEE fino a 20mila euro: gli studenti il cui reddito familiare rientri in questa soglia e che, nel caso di iscrizioni per gli anni successivi al primo, abbiamo conseguito anche il numero minimo di crediti formativi, devono quindi versare solo l’imposta di bollo e la tassa regionale per il diritto allo studio. Alcune università hanno inoltre esteso ulteriormente il bonus anche a redditi superiori o hanno comunque previsto altre agevolazioni. Ai fini della lettura dei dati tali premesse si traducono nella sostanziale impossibilità di effettuare una realistica comparazione tra i risultati dell’indagine 2020/2021 e quelli riportati nel Rapporto del 2018. Considerando tuttavia gli importi massimi – gli unici non interessati dalle agevolazioni – si riscontra un aumento pari al +3,46% rispetto a due anni fa.

Nella realizzazione dell’indagine sono state esaminate le due maggiori università delle tre regioni che in ciascuna macroarea geografica italiana - Nord, Centro e Sud - contano il maggior numero di studenti: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Così come emerso anche nel precedente Rapporto, le università del Nord si confermano più care, con importi massimi superiori del +47,2% rispetto agli atenei meridionali e del +19,7% rispetto a quelli del Centro. Ancora una volta l’ateneo più caro è l’Università di Pavia, con una tassazione massima media di 4.223,00 euro annui (3.963,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.483,00 euro per i corsi di laurea dell’area scientifica). Seguono nell’ordine l’Università di Milano (3.206,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.060,00 euro per quelle scientifiche) e La Sapienza di Roma (2.977,00 euro e 3.082,00 euro rispettivamente per le facoltà umanistiche e scientifiche).





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