Foodwatch chiede all’UE e l’azzeramento dell’IVA su frutta e verdura

18/06/2021


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L’associazione no profit Foodwatch, che da anni porta avanti campagne e battaglie per la qualità del cibo in Europa, ha avanzato una proposta al Consiglio UE per la cancellazione dell’IVA sui prodotti ortofrutticoli non trasformati al fine di incentivare delle scelte alimentari più sane.

La richiesta rientra in un quadro più ampio delle attività che si stanno conducendo a livello europeo per contrastare il fenomeno dell’obesità, che in questi anni ha fatto registrare una preoccupante impennata, soprattutto tra i giovanissimi.

In particolare è l’insufficiente consumo medio di frutta e verdura in Europa a destare preoccupazione, poiché solo il 14% della popolazione europea consuma le raccomandate cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura.

La promozione di un’alimentazione sana costituisce pertanto un punto fondamentale: i singoli Stati membri stanno adottando diverse strategie, tuttavia è possibile individuare nelle politiche di prevenzione un denominatore comune, poiché le numerose evidenze che dimostrano l’efficacia di tale approccio spingono i governi nazionali a favorire scelte alimentari salutari. Le metodologie di intervento scelte sono le più varie, dalle restrizioni alla commercializzazione di cibi ritenuti poco sani agli standard qualitativi minimi per i pasti somministrati a scuola passando per misure e provvedimenti fiscali.

Il sostegno mirato ad incentivare la produzione e l’acquisto di frutta e verdura è ritenuto uno degli strumenti più incisivi per un cambiamento significativo nelle scelte di consumo: dal punto di vista fiscale l’abbassamento dell’IVA è appunto il mezzo più efficace ed immediato per concretizzare questo stesso incentivo. Al momento la maggior parte degli Stati membri non può abbassare l’IVA al di sotto del 5% previsto dal diritto comunitario, tuttavia proprio in questo periodo il Consiglio Europeo sta rivedendo la legislazione in materia e non si esclude che tale revisione possa prevedere anche l’inserimento nella normativa di un elenco di prodotti per i quali sia applicabile l’azzeramento dell’IVA.





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