Emerso il
significativo scostamento, negli ultimi anni, tra l´andamento dell´inflazione
generale e quello dei prezzi dei prodotti alimentari, l´Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato ha ritenuto dover procedere all´avvio di un´indagine
conoscitiva del ruolo che viene svolto dalla GDO, la grande distribuzione
organizzata, nell´ambito della filiera agroalimentare. In particolare, da
ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono
aumentati del 24,9% (dati Istat) ma i produttori agricoli lamentano spesso una
compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini: l´ipotesi
è infatti che questa dinamica possa essere in parte riconducibile al forte
squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene
della grande distribuzione organizzata.
Nell´ambito della
filiera agro-alimentare la fase di scambio tra i distributori finali e i
fornitori costituisce infatti uno snodo cruciale sia per la determinazione
della remunerazione dei fornitori che per la definizione dell´andamento dei
prezzi e comprendere in che misura e con quali modalità la GDO eserciti il
proprio potere negoziale in fase d´acquisto nei confronti dei propri fornitori
è fondamentale.
L´Autorità ha
avviato una consultazione pubblica e i soggetti interessati possono presentare -
entro il 31 gennaio 2026, termine di chiusura dell´indagine, all´indirizzo e-mail IC58@agcm.it
- i loro contributi sui seguenti temi:
(i) eventuali
criticità relative alle modalità di esercizio del potere di acquisto da parte
degli operatori della GDO, anche con particolare riferimento a quei settori –
tipicamente rappresentati dai prodotti freschi pronti per il consumo – dove si
riscontra un maggiore sbilanciamento del potere contrattuale a favore degli
acquirenti;
(ii)
eventuali inefficienze, malfunzionamenti o criticità concorrenziali connessi
all´esistenza di diversi livelli di aggregazione tra operatori della GDO in
fase di acquisto;
(iii)
eventuali specifiche criticità, inefficienze o deficit di trasparenza presenti
nella negoziazione e gestione del trade spending, ossia del flusso di
contributi versati agli operatori della GDO per la remunerazione dei servizi
promozionali e di vendita;
(iv)
opportunità e difficoltà per i produttori connesse alla fornitura di prodotti a
marchio del distributore (PL o MDD);
(v) eventuali
anomalie di funzionamento o criticità riscontrate nel meccanismo di
trasferimento a valle, da parte degli operatori della GDO, delle oscillazioni
di prezzo degli input produttivi e degli eventuali risparmi di costo ottenuti
in fase di approvvigionamento.
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