È stata respinta la proposta di legge che - modificando il testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità - voleva introdurre un congedo paritario tra madre
e padre.
L´obiettivo del congedo paritario è quello di redistribuire
finalmente il carico di cura all´interno delle famiglie superando la logica per
cui solo alle donne si chiede di conciliare vita e lavoro, favorire
l´occupazione femminile, la qualità della vita dei bambini e dei genitori e le
relazioni familiari, nonché di contrastare la crisi della natalità.
La proposta prevedeva l´estensione del congedo a cinque mesi
per ciascun genitore, con retribuzione al 100%.
In particolare, il congedo di paternità sarebbe stato esteso
dagli attuali dieci giorni a cinque mesi, di cui quattro obbligatori. Dieci
giorni, poi, sarebbero dovuti essere fruiti dal padre subito dopo la nascita
della bambina o del bambino congiuntamente con la madre, mentre i restanti
giorni potevano esserlo anche in modo frazionato, nel medesimo arco di tempo,
previa comunicazione al datore di lavoro.
Purtroppo, dunque, nessuna modifica: restano cinque mesi di
congedo di maternità indennizzato all´80% della retribuzione e soli dieci
giorni di congedo di paternità indennizzati al 100%.
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