L´APE sociale, cioè l´anticipo pensionistico destinato a chi
si trova in particolari condizioni di difficoltà, potrà essere richiesta anche
nel 2026. La domanda può essere presentata anche prima di aver maturato tutti i
requisiti, purché questi vengano raggiunti entro la fine dell´anno.
Per accedere alla misura è necessario avere almeno 63 anni e
cinque mesi di età e appartenere a una delle categorie previste dalla legge.
Possono richiedere l´APE sociale i disoccupati che hanno perso il lavoro (per
licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o scadenza
di un contratto a termine) e che hanno terminato da almeno tre mesi l´indennità
di disoccupazione, i caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare
con disabilità grave, gli invalidi civili con una percentuale pari o superiore
al 74% e i lavoratori impegnati in mansioni gravose o usuranti.
I requisiti contributivi cambiano a seconda della categoria.
Disoccupati, caregiver e invalidi devono avere almeno 30 anni di contributi.
Per chi svolge lavori gravosi il requisito sale a 36 anni di contributi, mentre
per alcune categorie specifiche, come operai edili, ceramisti e conduttori di
impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta, sono richiesti
32 anni di contributi. Le donne possono beneficiare di una riduzione del
requisito contributivo: un anno in meno con un figlio e due anni in meno con
due o più figli.
Per quanto riguarda l´importo, l´APE sociale viene erogata
per 12 mensilità all´anno e corrisponde al valore che avrebbe la pensione
maturata al momento della domanda, anche se non sono ancora stati raggiunti i
requisiti per la pensione di vecchiaia. L´importo massimo è di 1.500 euro lordi
al mese.
L´APE sociale non è una vera e propria pensione, ma un
sostegno economico temporaneo che accompagna il lavoratore fino al
raggiungimento dell´età per la pensione di vecchiaia. Durante il periodo in cui
si percepisce l´APE sociale è possibile svolgere lavoro autonomo occasionale
entro il limite di 5.000 euro lordi all´anno oppure lavoro dipendente o
parasubordinato entro il limite di 8.000 euro lordi annui; il superamento di
questi limiti comporta la perdita del beneficio.
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